Old Pulteney 21 yo (2011, OB, 46%)

Dopo gli eccellenti Highland Park di questi giorni, eccoci ad affrontare un whisky importante: l’Old Pulteney 21 anni, infatti, ha vinto il premio di miglior whisky dell’anno secondo la Whisky Bible 2012, ovvero secondo Jim Murray (un uomo dalla bassa stima di sé, se è vero che nella quarta di copertina scrive: “each whisky evaluated by whisky guru Jim Murray in his unique, forthright, honest, amusing, fiercely independent and non-pretentious style”… diciamo che la climax si tramuta in ossimoro con quella chiusa sul “non-pretenzioso”!). Notizie sulla distilleria si possono trovare come sempre qui; noi ci limitiamo a segnalare che questa versione dovrebbe essere composta per un terzo da whisky invecchiato in botti ex-sherry e per due terzi da ex-bourbon. Ringraziamo Davide di angelshare.it che ci ha fatto gentile omaggio di un sample di questo whisky dal colore ambrato chiaro.

N: molto liquoroso. Panettone, uvetta; frutta (mela e pera soprattutto). Cioccolato al latte, mandorla. Il terzo di ex-sherry si fa sentire parecchio, per ora. Spiccano le note di miele e di zucchero di canna. Sarà poi una nostra fissazione recente, ma sentiamo di nuovo anice al naso. Un po’ di fieno, a tratti, e poi riemerge il lato fruttato con un delizioso profumo di fichi.

P: subito note mentolate. Molto dolce: ancora zucchero di canna e miele, cui si aggiungono note agrumate e poi – soprattutto – speziate (zenzero e pepe). Uvetta, rabarbaro, persino; tanto malto (ohibò). Non straordinariamente complesso ma molto buono, la dolcezza vira verso l’agrume dolce, su cui si innesta ancora il lato speziato: non c’è legno, invece.

F: toffee, caffé. Punte di menta, di nuovo; mela. Si prolunga poi piacevolmente su note erbacee e mielose. Non infinito, ma abbastanza lungo.

Dunque, dobbiamo riconoscere subito che siamo di fronte ad un whisky davvero buono: abbiamo un ottimo bilanciamento tra i diversi aromi e i diversi sapori, tutti buoni e tutti in equilibrio tra loro e senza note “fuori controllo”. A differenza di altri appassionati, non abbiamo riscontrato la presenza di punte leggermente affumicate né quella di un lato marino, costiero – presenze che probabilmente ci avrebbero fatto piacere questo malto ancor di più. Detto ciò, dal piccolo della nostra esperienza non ci sentiamo di dipingere questo whisky come “il più buono dell’anno”; e infatti gli diamo un 87/100 (che, tanto per chiarire, non è un voto basso… ultimamente siamo abituati bene!). Serge e Ruben assaggiano batch diversi, probabilmente, qui e qui. Qui sotto Graeme Bowie si compiace di avere messo sul mercato un whisky che tanto è piaciuto a Jim Murray.

Sottofondo musicale consigliato: The little WilliesJolene, cover di una canzone di Dolly Parton inserita nell’album For the good times; alla voce c’è Norah Jones, piaccia o no.

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