Glenrothes 1985 (2005, OB, 43%)

Lentamente riprendiamo i ritmi “normali” ed anche il sito, dopo quasi tre settimane di torpore, dovrebbe tornare agli antichi fasti. Lo scorso fine settimana c’è stato lo Spirit of Scotland, primo festival del whisky di Roma: è stata una bellissima esperienza, noi abbiamo collaborato con il banchetto del forum singlemaltwhisky.it e anche grazie a ciò abbiamo potuto conoscere appassionati e rafforzare legami. Nel ringraziare tutte le persone con cui abbiamo condiviso un dram, rimandiamo alle prime impressioni di Davide (raccomandandovi di controllare quel che nei prossimi giorni scriveranno lui e Claudio). Naturalmente il festival è stato l’occasione per rimpinguare il nostro parco-samples, ma prima di affrontare le nuove entrate dobbiamo terminare la Glenrothes parade… E la terminiamo alla grande, con un 20 anni, imbottigliato nel 2005, ormai quasi ‘storico’. Il colore è ramato.

N: fresco e cremoso al contempo. In primo piano, subito, ci sono uvetta e frutta rossa, ma restano in equilibrio; pare complesso, i diversi aromi si succedono, non c’è nulla di predominante e costante, le varie sfumature offrono allo spettatore sempre un lato diverso. Uvetta, si diceva; vaniglia, mela rossa, pera matura; frutta candita (panettone, anche), qualche spezia dolce (cannella). Un po’ d’anice, a tratti.

P: malto! Si sente netto il sapore di malto (fette biscottate, muesli); è poi piuttosto dolce, tra miele, zucchero di canna, frutta secca con guscio (noce e mandorla). Note di arancia essiccata; frutti rossi, lievi (fragola in primo piano, ma complessivamente più amarognolo). Non male, equilibrato e delicato, ma meno fruttato rispetto al naso; i sapori restano sfumati, non troppo intensi.

F: arancia amara, mandorle amare; persistente, tanta frutta secca (nocciola, noce); créme caramel.

Il quinto Glenrothes della nostra serie è molto buono, ma senza punti esclamativi; il naso ha una bella complessità, mentre il palato resta un po’ troppo ‘fossilizzato’ (a nostro giudizio) su frutta secca / malto per fargli fare il salto di qualità verso l’eccellenza. Detto ciò, non sapremmo trovare veri difetti. Se ci è concesso, diremmo “stereotypical Glenrothes”: 85/100 è il nostro voto, ma come al solito si può vedere cosa ne pensa Serge (che riconosce un’affumicatura che a noi è sfuggita del tutto…).

Sottofondo musicale consigliato: Black keysGold on the ceiling, dall’album El camino.

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