Glengoyne 13 yo English Merchant’s Choice (1997/2010, OB, 54,6%)

A noi la Glengoyne piace tanto: un po’ perché è la prima distilleria che abbiamo visitato (all’inizio di una giornata nella quale abbiamo tra le altre cose occupato l’università di Glasgow, partecipato a un party EBM e rischiato diverse volte di rimetterci le penne per colpa del nostro fascino), un po’ perché i whisky che là si producono non ci hanno mai deluso. Oggi affrontiamo un mostro, che ad alcuni quasi ricorderà l’infame Loch Dhu per il colore, quasi nero; il mostro è stato selezionato da un consesso di rivenditori inglesi dopo 13 anni di invecchiamento in una botte di sherry, evidentemente non molto discreta…

N: sulle prime, non è chiuso, è sigillato. Pian piano, ecco emergere, netto, il legno; superata una prima nota un po’ rancida (tipo uva troppo matura, ed è un eufemismo), ecco aprirsi un mondo di voluttà. Cioccolato, fruttato, anzi: sachertorte. Poi, molti frutti rossi (una macedonia di frutti rossi, con la mora in primo piano); vaniglia, frutta cotta (meglio, prugna e cannella). Con acqua, il profilo non cambia ma si apre molto: al naso esce quasi una nota di lieve affumicatura; tamarindo, marmellata d’arancia, cioccolato alle nocciole.

P: signori, sherry monster in piena regola. Fiammate di sapore, anche se senz’acqua è un po’ alcolico. Legnosissimo. Frutti rossi spettacolari (ma sovrastati dal legno, a tratti… a volte vien voglia di controllare se ci sono dei trucioli nel dram); c’è anche un senso di ‘stantio’, di certi sughi densi per la carne. Al di là di questo, complessivamente è molto dolce: frutta cotta, ancora, frutta secca. L’acqua lo rende ancora più dolce (prugne e zucchero, nocciolato), ma verso il finale tende ad allappare un po’.

F: infinito. Cioccolato fondente ai frutti rossi. Legno speziato, cannella.

A dispetto di tutte le parole che abbiamo speso, non è un whisky particolarmente complesso: è tutta botte, non possiamo dire di aver riconosciuto le “tipiche sfumature della Glengoyne” (ammesso che noi si riesca a distinguerle mai…). Colpisce che in soli 13 anni la botte abbia dato così tanto… Probabilmente, fosse rimasto là dentro più a lungo, non sarebbe arrivato ad essere imbottigliato. Lo consigliamo solo a chi ama lo sherry e sa convivere con note un po’ particolari. Detto ciò, a noi è piaciuto assaje, e gli diamo 86/100. Ruben l’ha assaggiato tempo fa, ed è stato più indulgente (e decisamente ci ha trovato meno legno…).

Sottofondo musicale consigliato: non mettiamo mai metal, ma per questo whisky è d’obbligo. Restiamo sul soft, però, con i MegadethCountdown to extinction.

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