Degustazione “Whisky dal Sol Levante”

max, betty e salvatore

max, betty e salvatore

Sabato, presso il Bar Metro di Giorgio D’Ambrosio a Milano, si è tenuta una degustazione “storica”, e per una volta non è un’iperbole: Salvatore Mannino, straordinario brand ambassador di La Maison du Whisky (tempio del whisky parigino) ha presentato – con sapienza e vibrante passione – al pubblico italiano una selezione di whisky giapponesi (per cui LMDW è principale importatore europeo), che negli ultimi anni hanno visto crescere la propria fama e la propria visibilità ma che in Italia restano ancora poco ‘approfonditi’. Non faremo un resoconto, ci ha già pensato egregiamente Andrea (se volete vedere qualche nostra foto, le abbiamo messe su facebook); vorremmo solo ringraziare chi si è speso per ideare e rendere possibile un simile tasting, ovvero in primis Elisabetta Scrimenti e poi Claudio Riva, Davide Terziotti, Max Righi e – last but definitely not leastGiorgio D’Ambrosio. Il parterre iniziale era certamente di tutto rispetto (Yoichi 1988, OB, 55%; Karuizawa 1984, 28 yo ‘Cocktail series’, LMDW, 58,4%; Chichibu ‘The Peated’, 2009/2012, OB, 50,5%; Hanyu 1986, 22 yo, Part des Anges, 58,4%; Yamazaki 1995/2010 ‘Owner’s Cask’, LMDW, 54,9%), ma grazie allo stesso Salvatore e al prode Pino Perrone di Spirit of Scotland abbiamo potuto assaggiare anche altri due whisky, ovvero un Nikka ‘From the Barrel’ e un Chichibu 2009/2012 ‘Chibidaru Single Cask’. Diamo tempo al tempo, pian piano in questi giorni – impegni di lavoro permettendo – pubblicheremo delle stringate tasting notes (vi pareva che potessimo tornare a casa privi di un sample per ogni malto?); ma iniziamo dall’aperitivo, ovvero il Nikka ‘From the Barrel’, un blended imbottigliato a 51,4%. Salvatore ci ha spiegato che in Francia, scherzando, si dice che un negozio di whisky potrebbe campare vendendo anche solo questa bottiglia… Mettiamola alla prova, dunque!

5Nikka ‘From the Barrel’ (2012, OB, 51,4%)

N: beh, in effetti no, non sembra un blend… E non sembra neppure a 51 gradi! Intense e gradevoli note fruttate, marmellatose; confettura d’albicocca (brioche), marmellata d’arancia. Note di spezie dolci che crescono, man mano (cannella); una sensazione di ‘pasticceria’ (e di crema pasticcera). P: molto coerente col naso, dolce, cremoso. Ancora note di brioche all’albicocca, di confettura di frutta, poi di crema, ancora suggestioni speziate (qui anche pepe), toffee, caramello, vaniglia… Semplice ma bevibilissimo. F: piuttosto lungo, tutto su toffee e brioche.

Se spendere una trentina d’euro per un blend, oltretutto per una bottiglia da 50 cl, può sembrare una follia… beh, onestamente in questo caso non lo è. Un’ottima sorpresa, davvero; non è magari di grande complessità, ma tiene tranquillamente testa a molti single malt scozzesi, e ad assaggiarlo blind chissà quanti scommetterebbero che è un blended giapponese! La mia valutazione è di 83/100, e Ruben ad esempio la pensa così. Ottimo modo di iniziare questo percorso nel mondo del whisky del Sol Levante…

Sottofondo musicale consigliato: Ryuichi Sakamoto e David SylvianForbidden Colours.

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3 thoughts on “Degustazione “Whisky dal Sol Levante”

  1. Pingback: Hanyu 22 yo (1986/2008, Part des Anges, 58,4%) | whiskyfacile

  2. Pingback: Chichibu ‘The Peated’ (2009/2012, OB, 50,5%) | whiskyfacile

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