Glenfarclas 40 yo (1971/2011, Silver Seal, 52%)

E anche quest’anno, puntuale così come solo un lappone può essere, è arrivato il signore panciuto di rosso vestito. Come da tradizione gli abbiamo offerto un dram e abbiamo affidato a lui la scelta di un sample celebrativo, da tracannare sotto l’albero. Santa ha scelto un Glenfarclas dalle credenziali mostruose, un “family cask” di distilleria imbottigliato direttamente per Silver Seal. Come dargli torto?

29599N: l’alcol è levigatissimo, la gradazione impercettibile. Non dimostra quarant’anni, di certo; si sprigionano odori intensissimi e profondi ma non grevi nè ‘sporchi’. C’è però un aspetto che suggerisce la lunga interazione tra botte e distillato: la setosità estrema di aromi di spezie e fragranze agrumate (chinotto, arancia disidratata, tamarindo, un velo di cannella dolce), e qui la qualità è davvero stellare. Ruben, che lo assaggia e lo apprezza assai, ha un’intuizione condivisibile: cardamomo! Poi certo non dimentichiamo di abbandonarci ai più felici clichés degli invecchiamenti heavy sherried: mele rosse, zucchero di canna, un po’ di frutta cotta (mele, prugne, uvette). Troviamo che la frutta rossa sia particolare, non troppo marmellatosa nè del tutto fresca, è ottima e compatta. Infine, punte erbacee foriere di infinite suggestioni, tra vermouth e infusi. Col tempo cresce anche un gran cioccolatone e un che di pineta sotto la pioggia.

P: a volte i whisky sulla quarantina tendono a scaricarsi e potremmo dire con un “anziano” saggio che”i whisky buoni oltre i 25 anni di invecchiamento sono un’eccezione, non la regola”. Qui però non vale l’adagio. C’è infatti grande intensità, anche alcolica, ed è garantito un corpo denso e ‘masticabile’. Il palato vive pericolosamente tra due precipizi, il dolce e l’amaro, e si muove a suo agio camminando sul filo. Da una parte, robuste note di (marmellata di) arancia, mela, frutti rossi disidratati; dall’altra (ma la divisione deriva, ahinoi, dalle aride esigenze del linguaggio scritto, quando invece nell’esperienza tutto è estaticamente fuso), una vasta gamma di sapori, tra legno, noce moscata, cannella, infusi d’erbe, tabacco da pipa, eucalipto, cioccolato amaro, chiodi di garofano. Dimenticavamo, il malto bello caldo, beh si sente anche quello.

F: si assesta su livelli di eccellenza protratti all’infinito. Dominano punte di cenere, di tabacco, di biscotti natalizi scandinavi allo zenzero e cannella. E no, non è Babbo Natale che ce li ha pucciati dentro.

Che dire? Sarà pure lo spirito di questa giornata, sarà pure il senso ristoratore di aver fatto del nostro meglio anche per quest’anno, prossimo a spegnersi, ma dopo whisky del genere ci si sente più buoni, quasi purificati. E già siamo in attesa della prossima visita del barbuto, che per quest’anno ci ha omaggiato di un 93/100.

Sottofondo musicale consigliato: Vieni a noi, Babbo, vieni! Jacques BrelJ’arrive

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