Caol Ila 30 yo (1980/2010, Master of Malt, 57,4%)

Master of Malt è un negozio di whisky online, celebre perché negli ultimi anni ha ‘rivoluzionato’ l’accessibilità ai whisky, creando il servizio “try before you buy“: vale a dire, mette in vendita sample da 3 cl di moltissimi imbottigliamenti, ufficiali e indipendenti, alcuni di qualità davvero incredibile (fate conto che si trovano spesso imbottigliamenti del Feis Ile, oppure quasi tutte le family cask della Glenfarclas…), consentendo a tanti come noi di assaggiare tante cose diverse senza ipotecare la casa della nonna. I ragazzi imbottigliano anche: oggi assaggiamo un Caol Ila di 30 anni, un single cask (ex-bourbon) messo in bottiglia due anni fa. Costava intorno ai 100 euri all’epoca, ovvero poco per una simile età. Il colore è paglierino carico, quasi dorato.

caol-ila-30-year-old-single-cask-master-of-malt-whiskyN: ma è davvero a 57,4%? Incredibilmente aperto e aromatico, data la gradazione, e molto “compatto”, nel senso che diverse anime convivono senza gerarchie. La torba è gentile e levigata dal tempo ma ancora presente, e sfuma in sentori marini (salmastro, iodato); la sensazione ‘salata’ dell’aria di mare ricorda quasi l’odore del sale grosso attorno alla carne (l’avrete fatto un rosbiffe, no?)… Quasi note di bacon? Accanto, dolcezza setosa, tendente al vegetale (ci ricorda un po’ delle release ufficiali dei Port Ellen), tra note di malto, di banana, poi ancora sentori di vaniglia e, più lievi, di frutta gialla (susine). Liquirizia. Al di là di tutto, un naso notevole e – soprattutto – in continua evoluzione, senza perdere un millimetro in intensità.

P: che intensità, sull’attacco. L’alcol qui si sente di più, ma non nasconde deflagrazioni fruttate (ancora prugne gialle e vagonate di agrumi; limonata zuccherata) davvero buone. Cenni di frutta tropicale. Qui si affievolisce la marinità, un po’ compressa da una dolcezza di vaniglia e mandorla molto buona. Liquirizia. Ancora tanto sapore di malto: orzata! Miele ai fiori d’arancio: è una dolcezza masticabile, con qualche nota di menta fresca.

F: bello persistente, tonnellate di cenere gentile, un limone dolce e riecco il sale, il sapore di acqua di mare.

Questo Caol Ila è davvero molto buono: riesce nell’impresa di coniugare delicatezza e intensità, restando coerente nelle tre fasi e sfoderando molte sfumature tipiche di alcuni Caol Ila, quando raggiungono questa età. Considerando anche il prezzo, non possiamo dargli meno di 90/100; qui le note di Oliver Klimek, cui è piaciuto meno, e qui quelle di Gal Granov.

Sottofondo musicale consigliato: KarateSmall Fires, ascoltatela, è molto bella.

Degustazione ‘Distillery only’

Lunedì sera una ristretta delegazione di whiskyfacile.com ha avuto il piacere di partecipare alla degustazione “Distillery Only“, organizzata dal Milano Whisky Festival. Questa volta Andrea e Giuseppe si sono sacrificati per il bene di noi tutti, andando in Scozia e portandosi in Italia, tra le molte altre bottiglie, diversi imbottigliamenti disponibili solo in distilleria: nello specifico, lunedì sono state aperti un Glen Moray 1998-2012 (cask #6499, 58,6%), un GlenDronach 1993-2012 (cask #1610, 60,5%), un Caol Ila ‘distillery only’ del 2007 (58,4%) e un Lagavulin ‘distillery only’ del 2010 (52,5%). A queste quattro bottiglie si è aggiunto un giovane Glenfarclas, il Movember (9 yo, 53%), imbottigliato dal sito Master Of Malt per l’iniziativa benefica “movember“, appunto.

Di sicuro, non sarà facile riassaggiare questi whisky, a meno di non andare di persona a prenderseli in distilleria… Come già accaduto in passato, abbiamo bevuto in loco solo parte del parterre (Glen Moray e Caol Ila, per i quali pubblicheremo un’opinione stringatissima nelle sentenze), in modo da poter bere con calma e concentrazione il resto, a casa. Oggi proponiamo delle sintetiche tasting notes per il Glenfarclas Movember, nove anni (2002/2011) passati in due botti di sherry Oloroso (#2659 e 2662).

Glenfarclas Movember 9 yo (2002/2011, OB for Master of Malt, 53%)

N: piuttosto chiuso sulle prime; col tempo vengono fuori note di sherry secco. Caffè, liquirizia, frutta secca; albicocca disidratata, tanta uvetta; frutti rossi, perfino un po’ di burro. Tabacco da pipa. Un goccino d’acqua giova molto. P: erba e fiori amari; speziato (cannella, dolce). Tanta frutta secca, ancora, e ancora liquirizia; il tappetone di sherry evolve verso l’amaro, forse il legno si sente un po’ troppo. F: tutto sull’amaro, a tratti allappa. Molto lungo, speziato. Il giudizio complessivo è di 84/100: è buono, decisamente, e costava poco quando è uscito, cosa che non dispiace. A nostro giudizio il legno è fin troppo invadente, e per questo il voto non sale più in alto. Qui le opinioni di Ruben e qui di chi la bottiglia l’ha selezionata.

Sottofondo musicale consigliato: Miwa GeminiGoodnight trail, dall’album Fantastic Lies by Grizzly Rose.