Cinque pezzi facili… o no?

La Caol Ila è la quinta distilleria più grande di Scozia, con una mostruosa produzione di circa 6,4 milioni di litri all’anno, ed è certamente la più grande su Islay, l’isoletta tanto apprezzata dagli amanti dei whisky torbati. La maggior parte della produzione è destinata ai blended della Diageo (qualcuno conosce il Johnnie Walker…?); in giro comunque c’è una quantità incredibile di imbottigliamenti di Caol Ila indipendenti, e la ragione principale è che fino al 2002 gli ufficiali erano davvero pochi, per quanto fosse un malto assai stimato come single malt. Per farla breve: un comodo bigino sulla distilleria è disponibile qui, e vi fornirà molte informazioni interessanti.

Botti di Caol Ila che rotolano...

Si diceva dei Caol Ila indipendenti: in questi giorni, mettendo ordine tra i vari samples, ci siamo resi conto di avere circa una dozzina di Caol Ila diversi, appunto, e ci è parso opportuno cercare di farne fuori qualcuno. Abbiamo dunque deciso di provare a esplorare le diverse anime e le caratteristiche tipiche della distilleria confrontando 5 diversi imbottigliamenti relativamente giovani (dai 14 anni in giù), 4 indipendenti ed uno ufficiale. Gli indipendenti sono: un 9 anni della Shieldaig Collection e un 10 anni Provenance del 2008, entrambi maturati in botti ex-bourbon; un 12 anni appena uscito, della serie Cask Strenght di Gordon & MacPhail, invecchiato in una botte che conteneva sherry, first-fill; un 14 anni Old Masters di James MacArthur del 2010, anche questo invecchiato in botti ex-sherry e a gradazione piena; infine, ecco l’imbottigliamento ufficiale, ovvero il Caol Ila Distiller’s edition del 2008, finito in botti di Moscatel.

A chi andrà la palma del vincitore? Riusciremo a trovare il minimo comun denominatore della distilleria in imbottigliamenti così potenzialmente diversi, almeno sulla carta?

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