Caol Ila Old Masters 14 yo (1995/2010, James MacArthur, sherry c. #10042, 58,4%)

Ultimo Caol Ila della nostra piccola rassegna, oggi andiamo ad assaggiare un whisky invecchiato per 14 anni in una botte di sherry non first fill, ovvero già utilizzata per invecchiare altro whisky in passato. Se nel Gordon&MacPhail tutti gli aromi e i sapori erano molto intensi, dunque, da questo James MacArthur’s Old Master ci potremmo aspettare qualcosa di più sfumato; vediamo se sarà in effetti così.

N: tre gradi in meno rispetto al G&M, ma sembrano molti di più. Senz’acqua, ti badila: l’acol si fa sentire tanto, e spiccano note di acetone e di lattice, di gomma fusa. Pian piano emergono la torba (poco affumicato, però) e il carattere isolano, senza che la botte vi si affianchi appieno; un po’ di dolcezza, soprattutto mela; piuttosto nitide sono le note di anice. Con acqua, si apre solo parzialmente, anche se l’alcol si attenua: un po’ più astrattamente dolciastro, liquoroso, note di “cola”.

P: senz’acqua, è un po’ respingente: è un cask strenght molto diverso rispetto al G&M, nettamente più aggressivo. La torba domina, ci sono poi note legnose un po’ amare e secche, ma necessita decisamente di un po’ d’acqua. Infatti, bastano poche gocce e subito si fa più piacevole e accessibile: una dolcezza delicata (caramello, toffee? mandorle, forse?) che presto lascia spazio a legno e affumicato, con le consuete lievi sfumature salate. Liquirizia, nettamente. Note di Ferrochina.

F: finish intenso e lungo, persistente; molto legnoso, amaro, lascia la bocca secca. Piacevole finché resta sul torbato e sul marino, poi il legno prende un po’ troppo il sopravvento, diventa molto amaro. L’aggiunta di acqua sfuma un po’ e addolcisce (frutta secca…?), rendendo l’esperienza più equilibrata.

In conclusione, è un whisky che sta più sulle spezie e sul legnoso che non sulla frutta, a differenza del G&M: le note torbate e marine tipicamente caolilesche (…) sono presenti ma non ci pare che si integrino con la botte in modo così armonioso. L’acqua è indispensabile se non vi piacciono i pugni in faccia. Detto ciò, è buono, seppure senza picchi particolari; senza dubbio si sente che la botte se ne è già passati tanti, di distillati, e probabilmente ha un po’ esaurito le sue peculiarità (un po’ troppo amaro, a tratti) – è qui che sta la grossa differenza col G&M. Jim Murray, nella sua Bibbia, scrive che è un Caol Ila normale, senza punti esclamativi, e non possiamo che essere d’accordo. Ad ogni modo, il verdetto è di 84/100; gli diamo un punticino extra perché il confronto diretto con il G&M lo ha forse penalizzato troppo. L’unica recensione che abbiamo trovato è dispersa in questa enorme pagina; ai Malt Maniacs Awards, questa bottiglia si è guadagnata una medaglia d’argento, con la media di 84,85 punti.

Sottofondo musicale consigliato: Creedence Clearwater RevivalBad Moon Rising, dall’album Green River.

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