Glen Grant 25 yo (2011, OB, Rare collection, 43%)

Il Glen Grant è un whisky molto familiare per noi italiani: sarà per quelle, ehm, discutibili pubblicità che per anni abbiamo visto in televisione, sarà perché in fondo la Glen Grant è di proprietà italiana (Campari), sarà perché il 5 anni è l’unico single malt che trovi in ogni supermercato. Proprio quest’ultimo aspetto, ovvero la grande diffusione della versione ‘base’, getta spesso una luce oscura su questo malto, che generalmente viene percepito dal bevitore medio come una mezza schifezza: in realtà non è così, perché a dispetto di pubblicità e diffusione nel belpaese la Glen Grant è una distilleria in grado di produrre vere e proprio gemme, ed è da sempre molto ben considerata tra i connoisseurs. Oggi assaggiamo un imbottigliamento dell’anno scorso, il 25 anni (qui potete leggere il comunicato stampa di presentazione): le 800 bottiglie prodotte contengono un whisky invecchiato in botti ex-Oloroso sherry. Il colore è ramato chiaro.

N: c’è subito una curiosa nota alcolica che ricorda molto l’aceto balsamico; soprattutto all’inizio, ci sono note di cera (senso di chiuso). A dominare, comunque, sono la frutta molto matura (mela, soprattutto) e una certa vinosità: frutta sotto spirito, albicocca magari? In alcuni momenti sbucano fuori anche frutti rossi, non troppo definibili (no, dai, proviamo: ribes rosso, o mirtillo). Sprazzi di cioccolato dolce, miele. Col tempo esce un buon legno.

P: buono, molto particolare. Ancora frutta matura (sì, sempre mela) e frutti rossi, più presenti che non al naso. Frutta secca con guscio (nocciola, soprattutto); a tratti oleoso e amaro. Buone note maltate. Un po’ di menta.

F: ancora malto, menta, mandorla; uva bianca matura; piuttosto persistente, tende però un po’ all’amarognolo.

Onestamente, dobbiamo dire che è proprio un buon whisky: molto particolare, si sente una sorta di ‘vecchio sherry’, soprattutto al naso con quelle deliziose note di cera e con alcune – inattese – note balsamiche. Tutto sommato, anche se non l’abbiamo naturalmente potuto assaggiare a gradazione piena, crediamo che la riduzione a 43% sia stata una buona scelta, nel senso che il risultato è molto elegante e rotondo e paiono essere messi in primo piano l’affinamento in botte e la quercia. Il nostro giudizio è 87/100, avvertendo però che il prezzo consigliato (300 euro circa) è assolutamente delirante. Serge la pensa così.

Sottofondo musicale consigliato: Diana KrallA case of you, cover di una splendida canzone di Joni Mitchell eseguita dal vivo in Live in Paris.

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