Lagavulin ‘available only at the distillery’ (2010, NAS, OB, 52,5%)

Last but not least, Lagavulin: la distilleria si mantiene sempre su livelli molto alti (ricordiamo che il 16 anni, versione base, è uno dei migliori whisky in circolazione per rapporto qualità-prezzo), siamo portati a supporre che presso la stessa distilleria propongano un malto in linea con gli standard. Questo Lagavulin è, con ogni probabilità, il risultato della miscela di whisky affinato in alcune botti di quercia americana che ha contenuto per un po’ di tempo dello sherry: dovevano inizialmente finire nel Distiller’s Edition ma non ce l’hanno fatta, troppo buone forse? Il colore è dorato.

N: molto chiuso, sulle prime; come altri Lagavulin, è di un’eleganza piuttosto austera. Piuttosto delicato: lo sherry si sente, portando con sé un tappetino di mele rosse, cuoio, castagne… Poi, ecco Islay: aria di mare, alghe secche, affumicatura presente ma non troppo invasiva. Note acidule, agrumate: cedro? Arancia? A grandi linee, possiamo elogiare la rotondità data dal legno in cui questo whisky è invecchiato e la marinità tipica dei malti isolani. Poi, col tempo e con un goccio d’acqua, escono note di tabacco, di vaniglia… Sullo sfondo, uvetta e flebili frutti rossi.

P: l’acqua non serve. Parte sulle note, intense, del dolce: cioccolato alle nocciole, cappuccino, uva passa. Molto cremoso, avvolgente (creme caramel?) e bello fruttato (frutta molto matura e zuccherina). A un certo punto arrivano le onde del mare di Islay: torbato, affumicato, intenso. L’acqua lo rende molto dolce, forse troppo?, e leggermente pepato.

F: lungo, persistente, marino e torbato… Un carretto della frutta in fiamme sulla spiaggia? Ok, abbiamo bevuto troppo. Tanta frutta matura, comunque.

Beh, Lagavulin non tradisce. E’ un ottimo whisky, che come da tradizione della distilleria sa unire alla perfezione le note dolci dello sherry e quelle spigolose della torba e del mare; a volerci trovare un difetto, quando l’abbiamo bevuto ci è parso forse un po’ sbilanciato, al palato, verso la dolcezza di frutta molto matura, che a tratti si fa quasi stucchevole. Nonostante ciò, non possiamo che dargli 88/100: qui le note di Ruben e qui quelle di vari Malt Maniacs in trasferta.

Sottofondo musicale consigliato: Micheal JacksonBeat it, col bel riffone di Eddie Van Halen.

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