Glenlivet 16 yo “Nadurra” (2009, batch 1109I, OB, 54,2%)

Dal 2005 la Glenlivet, storica e iperproduttiva (10,5 mln di litri l’anno) distilleria dello Speyside, imbottiglia la versione Nadurra, dopo aver lasciato il whisky 16 anni a riposare in botti di quercia americana first-fill. Una piccola anomalia questa per la Glenlivet, che utilizza sempre una parte di botti in quercia europea per i suoi prodotti. Il nostro batch (1109I) è del 2010 e il colore è di un dorato ben luccicante.

N: senz’acqua: quando si dice “il malto dello Speyside”… Da subito questo sapore inconfondibile si fa riconoscere nel contesto di un whisky generosamente profumato. C’è una zuccherosità davvero marcata, forse data dalle botti ex-bourbon first fill. L’analogia con i biscotti al miele ci pare la perfetta sintesi tra maltosità e dolcezza; e ancora, tanta mandorla seguita, un po’ distante, dal lato fruttato, che senza acqua rimane appunto un po’ nascosto (pera matura e uvetta). Si sente anche quell’odore di mele e prugne cotte per noi così legato ai tempi andati dell’infanzia… Con acqua: si accentua il lato vanigliato ed emergono piacevoli richiami alla frutta tropicale.

P: un incipit un filo troppo alcolico, forse, che tuttavia si riesce a perdonare grazie a una contemporanea esplosione di malto e mandorle dolci. In questa versione ci sono solo “attimi” di frutta tropicale ed è un peccato; ci eravamo infatti decisi ad acquistarne una bottiglia (visto anche il prezzo contenuto di 55 euro) assaggiando un batch evidentemente differente, in cui la frutta esotica era del tutto predominante e spettacolare. Sicuramente nel nostro dram rileviamo ancora la pera – tanto cara alla Glenlivet – in un palato estremamente coerente col naso e che non muta poi di tanto con l’aggiunta di qualche goccia d’acqua. Forse c’è della nocciola e qualcheduno potrebbe azzardarsi a raccontare di un “pizzicore speziato”.

F: ancora malto e mandorla, la quale non sfuma nel vegetale, nell’amaro ma rimane dolciastra. Intenso e zuccherino, con una straordinaria assenza di ogni sentore di legno. Infine, emblematico del carattere di questo whisky è l’odore del bicchiere vuoto: biscotti al miele!

Insomma, siamo di fronte a una inequivocabile dichiarazione d’amore pronunciata per l’ingrediente principe dello scotch whisky: malto malto malto!!! I 16 anni in botti first fill irrobustiscono poi il tutto, contribuendo a nostro parere a portare una dolcezza corposa. Alla lunga, tuttavia, questo profilo non basta a farci perdere la testa (nel rimpianto, forse, di quella frutta tropicale…) e il nostro giudizio si ferma a un pur onorevole 84/100. Qui trovate le impressioni di Neil e Joel di caskstrenght.net.

Sottofondo musicale consigliato: FakeDonna rouge, un capolavoro dritto dritto dagli anni ’80 (la versione è live, ma tanto è in playback…).

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