Port Ellen 23 yo (1983/2006, Waddel Hepburn for The Way of Spirits, 54,1%)

Uhm, il secondo Port Ellen nel giro di un mese… Ci trattiamo bene, no? D’altro canto, a Islay in questi giorni c’è il Feis Ile, e noi dovremo pur consolarci in qualche modo. Questo è un Port Ellen di 23 anni, imbottigliato da Waddel Hepburn (leggasi Douglas Laing) per The Way of Spirits, ovvero una delle proteiformi manifestazioni degli amici del Milano Whisky Festival. Di questa bottiglia originariamente esistevano 60 esemplari, chissà quante ne saranno rimaste ora nelle cantine del MWF… Il colore è paglierino.

N: senz’acqua, la marca distintiva di certi Port Ellen è presente: vellutate note mineral-vegetali (terra di fiori, fiori recisi, olio d’oliva, puntine d’anice…) accompagnano una deliziosa mandorla – vaniglia, anche, ma in subordine. Prima ancora di una torba armoniosa e gentile arriva un che di vinoso (vino bianco); pian piano viene fuori un po’ di frutta, pera soprattutto, frutta gialla. Con acqua, si conferma. Esce alla grande una doppia libidine di legno (segatura, truciolato, buonissimo! dai, piace un po’ a tutti l’odore che si sente entrando dal falegname, no?). Il vegetale si fa un po’ più dolce, virando su pera e banane acerbe. Note di zenzero.

P: di primo acchito, colpiscono nitide note di cera; poi, liquirizia e vaniglia e ancora note vegetali e minerali. Notevole come la torba sia scemata e ne restino solo pallide vestigia. Si conferma poco affumicato e altrettanto poco marino. Con acqua: aumenta tutto d’intensità, in particolare cera, fiori recisi e frutta (gialla forse… ma si tratta di un sapore zuccherino fruttato che non riusciamo a definire del tutto… forse uva bianca? Ma anche no, eh).

F: la parte forse meno entusiasmante del dram, non è né molto intenso né particolarmente persistente. Poca cera, poche emersioni affumicate. Resti dolcini.

Questo Port Ellen è tutto sulla finezza, ed è in linea con alcuni degli ultimi imbottigliamenti ufficiali (vedi l’ottava release che abbiamo recensito, il profilo è molto simile), tra note di cera, vegetali e un delizioso, delicato dolcino. Volendo trovare il pelo nell’uovo, manca forse un po’ di grip, soprattutto sul finale, per cui il nostro giudizio sarà di 89/100. Nota di merito ulteriore: costa “solo” (stiamo parlando di un Port Ellen, eh…) 220 euro, qui. Ci potremo congratulare con Andrea e Giuseppe domani sera.

Sottofondo musicale consigliato: in tema di raffinatezza… Benny GolsonStaccato swing, dall’album Gone with Golson.

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