Glengoyne 17 yo (2011, OB, 43%)

Torniamo alla Glengoyne distillery, in bilico tra Lowlands e Highlands, per assaggiare uno dei prodotti di punta del portfolio: questo 17 anni è un vatting di un distillato maturato in botti di quercia sia europea che americana, ed è ridotto a 43%. Il 21 anni ci era piaciuto moltissimo, vediamo come si comporta il suo fratellino minorenne. Il colore è dorato.

N: come il 21 anni, anche il 17 dimostra le due specialità della casa: un bel malto rotondo e biscottoso e un tripudio di uvetta e frutti rossi. Vaniglia, miele, un aroma intenso che ricorda moltissimo la papaya disidratata. Marmellata di fichi. Buon naso, fresco nonostante l’influenza netta dello sherry; molto jammy. Si sente forse un po’ troppo l’alcol, pur essendo a 43%. Punte vegetali (fieno?) e, dopo un po’, legno.

P: complice la gradazione, il corpo è un po’ debole. Diversamente dal naso, la grande sorpresa è la frutta secca (tanta nocciola e tanta noce); poi, di nuovo malto e uvetta e una sensazione di bevibilità succosa. Burroso (cappuccino? latte zuccherato?). Suggestioni, venature di frutta esotica.

F: tutta frutta secca, tantissima, e malto. Lungo e molto persistente.

Il più classico degli everyday drams: buono, bevibilissimo. Un naso ottimo, poi forse la frutta secca prende il sopravvento – troppo – penalizzando la complessità. Il finale è però lunghissimo, e non sappiamo resistere a quell’indelebile retrogusto di noce. Il nostro giudizio è di 86/100; qui, al solito, le note di Serge (ma il batch è certamente diverso, lui lo assaggia nel 2004).

Sottofondo musicale consigliato: SoulsaversLongest day, dall’ultimo album The light the dead see.

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