Tomatin 35 yo (1976/2011, Wilson & Morgan, 51%)

Ormai ci stiamo avvicinando al prossimo Milano Whisky Festival, il più importante evento dedicato al whisky nel nostro contraddittorio paese. Pian piano i programmi delle diverse masterclass vengono pubblicati, e sono tutte molto interessanti: tra queste, oggi ci sentiamo di consigliarvi quella di Wilson & Morgan (imbottigliatore indipendente italianissimo, nonostante il nome), perché – a nostro giudizio – propone il miglior rapporto qualità / prezzo. Il programma prevede cinque malti di tutto rispetto, tutti a gradazione piena e non colorati: un Laphroaig 21 anni in sherry, un Bunnahabhain del 1968, un Port Ellen del 1982, un Glenlivet del 1975… e questo Tomatin di 35 anni, distillato nel 1976 e imbottigliato nel 2011, dopo 35 anni passati nella botte #10 di sherry Oloroso. Il colore è ramato.

N: l’alcol quasi non si sente. Ha una grossa personalità, gloriosamente strutturata sotto forma di uno sherried ben invecchiato, con un fascino d’antan. Vale a dire: in un naso di grandissima complessità, questo è quel che ci troviamo: il profilo sherried è subito ‘sporcato’ da note – spettacolari – di legno umido, vecchia cantina, punte quasi erborinate, note di cera d’api, propoli… Poi però, pian piano, il naso si apre a molto altro, a frutta intensa e profondissima (pesche sciroppate, banana matura), poi note più attese (cioccolato, qualche nota di frutti rossi, marmellata d’arancia, torta di mele). A ogni snasata cambia leggermente: ci sono infinite sfumature, rabarbaro, chiodi di garofano, delicate note di marmellata di prugne, di menta; c’è una dolcezza ‘vegetale’ che non sappiamo mettere bene a fuoco. Delicato, intenso, sfaccettato. Fantastico. Qualche goccia d’acqua tende a ‘sfarinare’, rendendo il tutto più legnosetto.

P: Che spettacolo… Esplosioni di frutta, fiammate di sapori, tsunami di intensità. Il primissimo impatto è fruttato, molto caldo, con frutti rossi (ciliegia nitida) e frutta tropicale che di volta in volta si contendono lo scettro. Poi però arriva il legno, leggermente amaro, con note di cioccolato e tanta frutta secca; straordinaria è l’intensità dei sapori, con un corpo molto morbido. Note pepatine, zenzero candito; un po’ di vaniglia; punte agrumate (scorzette d’arancia).

F: decisamente fruttato, legno, frutta secca, vaniglia, ciliegia, cioccolato amaro, arancia… Lungo, intenso, insomma wow.

Il naso è semplicemente fantastico, di una incredibile complessità, pieno di diverse sfumature, in continua evoluzione; il palato è più ‘standard’ ma tutti i sapori hanno un’intensità davvero clamorosa. Se possiamo consigliare, non aggiungeteci acqua: in qualche modo, ci pare, banalizza un’esperienza davvero imperdibile. Il nostro umile giudizio è di 92/100. Per citare il grande Gianluca Gaudio, “non lo perdano!”.

Sottofondo musicale consigliato: sfidiamo i soliti moralizzatori a criticare la scelta di Wendy ReneAfter laughter come tears.

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