Mortlach 15 yo (2012, Gordon&MacPhail, 43%)

La serie Distillery Label del celebre imbottigliatore di Elgin Gordon & MacPhail ha una storia piuttosto interessante, e in qualche modo significativa del ruolo che questa azienda ha sempre avuto nel mondo dello scotch. Nel tempo che fu (quando i single malt erano roba strana e la produzione era per lo più destinata ai blended, in proporzioni molto maggiori di quanto non accada ora), alcune distillerie ‘delegavano’ alla Gordon & MacPhail, proprietaria di una quantità inestimabile di botti, la messa sul mercato di loro whisky come single malt, per cui sono state create alcune etichette strettamente legate alla singola distilleria. Celebri sono, ad esempio, le etichette di Scapa, Strathisla, Glenlivet, Glen Grant, Dallas Dhu, Linkwood… Oggi molte di queste distillerie hanno un proprio single malt ma continuano a concedere a G&M di imbottigliare con questa etichetta. Assaggiamo oggi il Mortlach 15 anni, dal colore ramato scuro, invecchiato in botti di sherry (sia refill che first-fill).

N: un profilo molto particolare. C’è un che di stantio, anzi: di carne, di dado (uno dei veri marchi di fabbrica della distilleria). Il tutto è associato a una intensa frutta rossa (fragola, ciliegia), a mele, uvetta… Molto vinoso, si sentono decisamente anche note di legno, caldo. Costantemente si nota poi un buon aroma di malto, croccante, ricco. Scorzetta d’arancia. Ferrochina.

P: molto coerente col naso ma anche piuttosto delicato. Ancora una frutta tipicamente sherried (ciliegia, fragola, mela rossa), ancora note ‘sporche’ di arancia troppo matura, di carne, un sapore che attira e respinge allo stesso tempo. Comunque, soprattutto troviamo un buon sapore di malto, per un palato non troppo ricco di sfumature e senza veri picchi d’intensità (si perde un po’), ma comunque godibile e particolare. Qualche nota di zenzero. Inconfondibilmente Mortlach, comunque.

F: vira sull’amarognolo; note di malto. Leggero ma abbastanza persistente. Mele rosse fresche.

tappini di Mortlach al Balvenie Castle: per soli connaisseurs

Inconfondibilmente Mortlach: su pochi whisky ci sentiremmo in grado di scommettere a occhi chiusi, il Mortlach è decisamente uno di questi. Quelle note ‘meaty‘, tipiche del distillato (e non tanto dell’influsso delle botti), devono piacere, e spesso dividono gli amanti del whisky: Jim Murray, ad esempio, le detesta; a noi in assoluto non dispiacciono, anzi. Detto ciò, è un whisky complessivamente piuttosto semplice, perfettamente in linea con il suo prezzo, generalmente contenuto. Il nostro giudizio sarà di 83/100. Da consumarsi preferibilmente in tappini, vero Filippo?

Sottofondo musicale consigliato: The wallflowersFirst one in the car, dal nuovo, gradevole album Glad all over.

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