Balvenie Tun 1401 (2011, OB, batch #2, 48,1%)

Lunedì scorso i ragazzi del Milano Whisky Festival hanno organizzato l’ennesima ottima degustazione al Mulligan’s, storico ritrovo dei whiskofili milanesi. Il parterre, come sempre in queste occasioni, era di tutto rispetto, come potete vedere dalla foto qui a fianco… Noi c’eravamo, come sempre ci siamo portati a casa i nostri sample, ed ora eccoci qui a darvi conto di quel che s’è bevuto. Iniziamo con il Balvenie Tun 1401 batch #2, un vatting di 10 botti (tre di sherry, sette di bourbon) di whisky distillato tra il 1967 e il 1989: otto botti sono degli anni ’70, quindi decisamente prevalgono malti di una certa età… Il nome dell’imbottigliamento, all’epoca disponibile solo in distilleria, deriva dal tino in cui – appunto – si mescolano i distillati da imbottigliare: pare che il 1401 sia il preferito di David Stewart, e noi ci fidiamo. Vediamo come si comporta nel bicchiere.

N: ha subito i connotati della grandezza: cambia in continuazione, anche per via del raffinato matrimonio tra botti differenti. Subito si sente che c’è del whisky ‘vecchio’: le orgasmiche note di cera d’api e di legno umido fanno da sfondo a un palco con mille attori. C’è una dolcezza spettacolare (cioccolato bianco a vagonate, vaniglia, torta appena sfornata…), frutta gialla (ma anche rossa, in una gamma che va dalla mela alla marmellata d’albicocca all’uvetta), spezie dolci (stecchette di cannella, molto lievi), un delizioso profumo di malto… Buono, molto buono, anzi: eccellente.

P: non si può dire che il palato sia del tutto coerente col naso: si replica la sensazione di ‘legna vecchia’, ma questa non è supportata da altrettanta dolcezza, ed anzi volge sull’amarognolo dei tannini. Propoli, rabarbaro, camomilla… Un infuso di erbe molto carico. C’è comunque del dolce: miele, ancora vaniglia, ma più in disparte; colpisce come si senta davvero tanto il malto. Note di albicocca.

F: amarognolo (rabarbaro, ancora), legnoso e tanto, tanto malto. Cocco?

A un naso che andrebbe ben oltre i 90 punti corrisponde un palato meno soddisfacente: tra le dieci botti, ce n’è qualcuna che di certo ha ceduto troppo legno al distillato (hey, è la stessa cosa che dice Serge!). Ad ogni modo, è un ottimo Balvenie: se riuscite ad avvicinarvi ad una bottiglia, regalatevi l’esperienza di annusarlo… Non potrete restare delusi. Il nostro giudizio è di 88/100.

Sottofondo musicale consigliato: Atoms for peace con Thom YorkeWhat the eyeballs did.

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2 thoughts on “Balvenie Tun 1401 (2011, OB, batch #2, 48,1%)

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