Macallan 21 yo (1989/2010, Silver Seal, 52%)

C’è davvero bisogno di presentare una delle distillerie più famose al mondo, la Macallan? C’è davvero bisogno di presentare uno degli imbottigliatori indipendenti più famosi al mondo, Silver Seal, imbottigliatore italiano, peraltro? Non sappiamo; nel dubbio, siccome oggi siamo pigri, lasciamo perdere e rimandiamo ai link di cui sopra. Eccoci davanti a un Macallan distillato nel 1989 e imbottigliato nel 2010, in una botte (se non andiamo errati, ma la degustazione ci porta lì) refill-sherry. Come sempre, le bottiglie di questa serie sono, a nostro parere, bellissime… Il colore del whisky è dorato.

N: tutto il contrario di un whisky sfacciato e ruffiano: ha bisogno di tempo per emergere e di perizia per gestire l’alcol. Si presenta con sorprendenti spigoli minerali e ampie concessioni al mondo delle erbe aromatiche (ma non solo: genziana, ginepro, legnetti di liquirizia). Foglie di tabacco, cuoio, cacao amaro; in generale, è elegantemente austero, con la dolcezza richiusa in timide note maltate e d’uvetta. L’impressione è che qualche goccia d’acqua possa scatenare il finimondo: così non è, in realtà, ma con una grande discrezione vengono fuori eleganti note di frutta rossa e un carico agrumato davvero buono. Col tempo emerge il legno, con note al limite dell’affumicatura. Panettone.

P: senz’acqua, è coerente col naso, anche se più cremoso delle attese. Zuppa inglese, mascarpone, poi ancora sentori ‘vegetali’ (tabacco, le erbe del genepy) e di cioccolato amaro; note agrumate piuttosto intense (azzardiamo: suggestioni di punch al mandarino), che aumentano con l’aggiunta di un po’ d’acqua, in modo quasi vertiginoso. Sempre perdura un’austerità minerale che davvero ci colpisce. Scorzette d’arancia; una dolcezza maltata e cremosa, con l’invecchiamento in sherry pian piano più riconoscibile (lievi note di marmellata di fragole). Qualche punta pepata verso il finale. Liquirizia.

F: lungo, persistente: burroso, su note di frutta secca e agrumi (scorza d’arancia soprattutto).

Un whisky di discreta complessità e di grandissima eleganza: è però un’eleganza d’altri tempi, molto composta e di sorprendente austerità, con quelle note minerali assolutamente incantevoli. Forse a nostro gusto riesce a essere migliore al palato che al naso (cosa rara); nel complesso, è molto equilibrato, di certo non è un whisky per ‘neofiti’ e di certo non smette mai di evolvere, merita di essere ascoltato per un po’ di tempo. Un whisky buono insomma, molto buono: 90/100 nel nostro taccuino, esattamente come Serge.

Sottofondo musicale consigliato: Lafayette Afro Rock BandDarkest Light.

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