Bladnoch 1990 (2012, The Golden Cask, 49%)

Dopo una sosta in Alto Adige, torniamo in Scozia e assaggiamo un malto di una distilleria delle Lowlands, la Bladnoch. Di proprietà della UD (Diageo), la distilleria viene prima ‘silenziata’ e poi venduta negli anni ’90 a Raymond Armstrong (Raimondo Fortebraccio… bel nome, no?), un irlandese deciso a riportarla in attività. Ci ha messo un po’ di tempo, eh, ma alla fine ce l’ha fatta: nel 2000 si riparte con la produzione. La bottiglia che beviamo quest’oggi, messa sul mercato da The Golden Cask di House of Macduff e presentata da Davide all’ultimo Spirit of Scotland (peraltro… il festival si avvicina!); si diceva, la bottiglia di quest’oggi contiene whisky distillato nel 1990 e rimasto a sonnecchiare in botte (ex-bourbon) fino all’anno passato. Colore? Paglierino.

Schermata 2013-01-23 a 11.18.47N: inizialmente spiccano le note di malto. Intense, ma gradevolmente easy, in pieno stile terre basse. Poi un senso di agrumato, limonoso (o cedro? la sensazione è di the al limone zuccherato), poi zucchero di canna e zucchero caramellato. Anche erba fresca, poi capatine nel mondo della frutta: albicocche, frutta gialla sotto spirito, tipo pesche. Vaniglia, in crescita. Forse un pit di anice? L’alcol alla lunga non demorde, purtroppo, restando sempre un po’ invasivo. Col tempo, comunque, e con una goccia d’acqua, si fa più caldo e morbido. Complessivamente, buono.

P: ancora tanto malto (un vero tappeto di cereale) e tantissimo limone, acidognolo e soprattutto amaro (sembra di mangiarsi la scorzetta, o di tenere in bocca il nocciolo di limone); erboso, forse note di genziana. Camomilla lasciata in infusione molto a lungo. La vaniglia, il maltato e le note zuccherine riescono però a riequilibrare il tutto. Col tempo si attenua l’amaro: marmellata d’arancia (sì, è un po’ amara, ma mica scompare del tutto). Non intensissimo, ma beverino: comunque, a dominare è il malto.

F: molto pulito, su malto, cocco, camomilla e vaniglia. Media durata.

Non è affatto male: certo, se dalla Bladnoch vi aspettate whisky intensi e puttanoni, avete mal riposto le vostre attese… Come detto, a dominare del tutto è il malto, con note molto interessanti soprattutto al naso: il palato tende a perdersi un po’, con tanta tanta camomilla ma un senso – come dire – di indeterminatezza. Ad ogni modo, un perfetto esempio dello stile Lowlands: 84/100 è il voto. Ah, costa circa 80 soldi.

Sottofondo musicale consigliato: direttamente dai nostri spacciatori ufficiali di jazz (Jazz Lag, visitate la loro pagina e andate ai loro concerti!), Cyrille Aimée e Diego Figueiredo – Just the two of us, imparate lo scat, ignoranti.

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