Laphroaig 15 yo (1996/2012, La Maison du Whisky, 54,3%)

Il negozio francese La Maison Du Whisky è il principale ‘spacciatore’ del nostro amato distillato nella nazione che abbiamo appena schiaffeggiato al Sei Nazioni di rugby; offriamo un beffardo calumet della pace sotto la forma di un bel dram, nello specifico di un Laphroaig 15 anni, distillato nel 1996 e riposato per 15 anni e poco più nella botte ex-bourbon #5803 ed imbottigliato proprio dalla Maison du Whisky (che, ricordiamolo per i più distratti, sta dietro al Whisky Live di Parigi). Questo Laffy, che come prevedibile ci è stato gentilmente offerto da Claudio Riva di laphroaig.it, fa parte della serie “The Artist”: si tratta di whisky imbottigliati in collaborazione con Signatory Vintage e impreziositi da etichette disegnate dal giovane artista di Singapore Warren Chang. Il colore è ambrato, ma molto chiaro.

Schermata 2013-02-03 a 19.21.24N: come sempre accade con i buoni Laphroaig, due anime convivono lottando per la supremazia: da una parte il lato torbato, con note affumicate profonde (fumo di pipa, carbone) e suggestioni marine (limitate, in verità, al richiamo di una brezza marina, con note di alghe secche); dall’altra, una ‘dolcezza’ molto intensa, con agrumi canditi, marshmallows, cocco, insomma un lato fruttato e zuccherino esuberante. Possiamo dirlo senza timore? Ci sentiamo anche una nota di formaggio ‘dolce’, tipo emmenthal… La cosa non stona affatto, però. Note medicinali molto riconoscibili: sciroppo per la tosse! Tracce d’orzata e liquirizia.

P: ok, questo è uno di quei Laphroaig “da combattimento”, nel senso che è un carro armato di sapori: a dominare non è la dolcezza ma un’intensissima affumicatura (note di posacenere, di fumo, di catrame… anche se no, non siamo soliti mangiare né posaceneri né catrame, ma si capisce quel che intendiamo, no?), una torba possente con note ‘vegetali’ che non deluderanno i peat-heads più estremi (vero, Marco?), e poi una leggera sapidità marina. Il tutto si integra con una dolcezza tutto sommato defilata, ma che regala piaceri di pera, ancora di marshmallow, di liquirizia… Un lampo: le caramelle Valda, sì! Punte decisamente pepate, soprattutto verso il finale. Limonata zuccherata.

F: catrame, dolcezza zuccherina, limone, ancora pepe. Lungo e molto intenso.

Schermata 2013-02-03 a 19.21.38Questo imbottigliamento non fa che rafforzare la nostra convinzione: Laphroaig fa ottimi whisky, peccato che gli imbottigliamenti ufficiali più recenti si sforzino di farlo dimenticare… Come spesso accade, i single cask imbottigliati da indipendenti sono più che una spanna sopra agli ufficiali: questo non fa eccezione, ed è un vero Laphroaig rabbioso, quasi brutale nella sua intensa affumicatura del palato. Molto buono, non c’è che dire: il nostro giudizio è di 87/100: le tasting notes ufficiali sono tradotte dal prode Andrea qui.

Sottofondo musicale consigliato: TurbonegroWe’re gonna drop the atom bomb, dalla Norvegia col furore appropriato ad un whisky siffatto.

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2 risposte a "Laphroaig 15 yo (1996/2012, La Maison du Whisky, 54,3%)"

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