Ardbeg 26 yo (1974/2001, Silver Seal, 46%)

Dopo aver bevuto, negli ultimi giorni, un paio di whisky di Silver Seal, decidiamo di concludere questo piccolo percorso tra la Scozia e il modenese con un ‘pezzo grosso’, ovvero un Ardbeg del 1974… Le aspettative sono alte, se è vero che questo vintage della  distilleria ha offerto agli amanti del malto pezzi di grandezza assoluta; basti pensare che ben 30 Ardbeg del ’74 superano i 90 punti su whiskyfun… 26 anni trascorsi in botte, solo 264 bottiglie: il colore è dorato.

ardbeg 1974N: incredibilmente “marittimo”: ci sono note di salamoia, di aria di mare, di porto inquinato (avete presente quando una vecchia barchetta a motore lascia il molo sgasando? ecco, più o meno…), di catrame. Nitidissime olive nere, anche bacon; ancora, chiare tracce di torba, proprio, che paiono molto più intense di un’affumicatura delicata, per essere un Ardbeg, e per nulla invasiva. Da un profilo così ingombrante, si emancipa a fatica un lato dolce, formato quasi solo da un profilo ‘bourbon’ vanigliatissimo; ci ricorda i marshmallow e i dolcetti di marzapane, con un tocco di scorzette di limone. Poco presente il legno, dopo 26 anni.

P: davvero non ci aspettavamo una tale cremosità in un palato che sostanzialmente ripete quanto offerto al naso: c’è sì il “mare torbato” di prima (acqua di mare, a tratti è molto salato, con anche una nota a metà tra floreale e medicinale; poi, torbatissimo e fenolico), ma il tutto è arrotondato da una cremosità dolce marcata. Alla vaniglia si accompagnano note tropicali (cocco, soprattutto, poi forse mango?) e ancora mandorle; anche una robusta liquirizia e un fantastico legno di botte.

F: ancora bacon abbrustolito, poi caffè, liquirizia, note sapide… lungo e persistente, molto Ardbeg.

Davanti a un whisky come questo, c’è davvero poco da dire: perfetto bilanciamento tra le varie anime (marinità, torba, dolcezza cremosa), grande intensità e ottima ‘esperienza complessiva’, nel senso che si beve bene e si gode. Simile all’altro Ardbeg del ’74 di Signatory che avevamo assaggiato tempo fa, per certi versi forse più semplice ma per contro un po’ più rotondo e con un palato più dolce. Concordiamo con quanto scrive Serge, ovvero che è un ottimo whisky, magari non di disarmante complessità, ma proprio buono: rispetto a lui, però, il nostro gusto ci impone di alzare di qualche punticino il giochino del voto, e quindi ecco un pieno 90/100. Una curiosità: annusando il bicchiere vuoto, ci viene in mente un bosco di conifere… Ok, forse ne abbiamo bevuto troppo.

Sottofondo musicale consigliato: Bobby WomackAcross 110th Street, ancora dalla colonna sonora di Jackie Brown.

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