Macduff 31 yo (1980/2012, Wilson & Morgan, 50,2%)

Macduff è un personaggio chiave nel Macbeth, non foss’altro per il fatto che è lui ad uccidere il tiranno regicida; nel dramma reca con sé il peso della moralità, e in nome di questo (e in nome del bene della Scozia) arriva di fatto a sacrificare la sua famiglia, massacrata dai sicari di Macbeth, pur di andare in Inghilterra a radunare un esercito che possa porre sul trono il legittimo erede di re Duncan. Curiosamente, entra in scena nel secondo atto, e rimproverando Macbeth per l’ora tarda del suo risveglio discute degli effetti dell’alcol sull’uomo, in un dialogo fitto di doppi sensi; chissà se Macbeth avrà avuto in mente il whisky, quando dice che il bere “provokes the desire, but it takes / away the performance”… Ad ogni modo, oggi assaggiamo un Macduff – appunto – distillato nel 1980, quando la distilleria era di proprietà italiana (Martini Rossi), e imbottigliato l’anno scorso da Wilson & Morgan (che, a dispetto del nome, è azienda italianissima) nella prestigiosa serie Collector’s Edition che già tante gioie ci ha regalato. La botte di sherry è la numero 6886, e la gradazione è di 50,2%.

wm066235-66_IM127122N: beh, che dire… esuberante davvero, questo malto, fin dalle prime battute: c’è veramente ogni tipo di frutto, dal tropicale (banana, anzi: ci viene in mente la dolcezza dei gelati alla banana…; ma poi anche, come dire, una suggestione di Pina Colada, a dimostrazione del tripudio tropicale in atto) alla frutta rossa (more e lamponi) ad agrumi belli maturi (arancia, sì). L’effetto è quello di una ricchissima macedonia; poi, accanto al lato fruttato, un tourbillon cremoso e burroso (crema di nocciola, cioccolato bianco, marzapane…). Ci sono anche note di lucido da scarpe e, più lievi, di legno, che forse tradiscono la veneranda età del distillato assieme a qualche timida traccia di erbe aromatiche. Comunque, a sondare il lato fruttato ci si potrebbe rimanere per giorni e giorni…

P: attenzione, una slavina di frutta vi sta già travolgendo! A voler sintetizzare tutto in un’unica suggestione, sa proprio di succo di frutta tropicale, impressionante; banana, maracuja, cocco… poi mela rossa, ancora fragole e lamponi, ancora spremuta d’arancia… Eccellente. Più in disparte, note di caramello e toffee, in parte di frutta secca (nocciola) e di una liquirizia dolce. Intenso, intensissimo, godibilissimo: va giù che è un piacere.

F: molto burroso, ancora tropicalia, ancora toffee, più legno e frutta secca ‘burrosa’, cioè noce. Piuttosto lungo e persistente.

Abbiamo già detto che la frutta tropicale è impressionante? 91/100 è il nostro giudizio per un whisky davvero rotondo, fruttato, e che a parte qualche deliziosa nota legnosetta al naso non tradisce mai la sua età già – relativamente – veneranda. Un whisky che non possiamo non consigliare; esaurito secondo il sito ufficiale (ci trovate anche le tasting notes), si trova ancora in giro attorno alle 200 euro. Complimenti per la selezione.

Sottofondo musicale consigliato: veramente non potevamo esimerci dall’andare a pescare il brano ai tropici, con un gran pezzo di Caetano Veloso, Podres Poderes

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