Balvenie 12 yo Doublewood (2010, OB, 43%)

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“qui alla Balvenie le nostre botti ce le smazziamo noi!”

La Balvenie, che sorge nel bel mezzo della capitale mondiale del whisky, Dufftown, è una distilleria a noi molto cara, sia per la qualità media decisamente alta che per un’attitudine del ‘far whisky’ che pare restare saldamente fedele alla tradizione. La visita alla distilleria, che si snoda tra malting floor e cooperage – fasi della produzione oramai esternalizzate nella stragrande maggioranza dei casi – è di certo una delle più affascinanti da fare sul suolo scozzese: e noi questo fascino lo subiamo in pieno. Cerchiamo però di recuperare un minimo di compostezza ed equidistanza e bere questo malto lasciando da parte i sentimenti. Il Doublewood, da anni nel core range di Balvenie, trascorre circa 10 anni in botti di bourbon per poi ricevere un ulteriore affinamento in botti di quercia europea first-fill che contenevano sherry. Ha un colore d’oro pallido.

the Balvenie 12N: ecco il bel malto distintivo di Balvenie, di grande personalità già a quest’età. Il passaggio finale in sherry è ultimo in ordine di tempo, ma primo al naso: spiccano una liquorosità in qualche modo ‘fresca’ (ciliegie sotto spirito), con note di uvetta, di frutta secca (tantissima nocciola, ma anche pasta di mandorle). Incantevoli note biscottate e un po’ burrose, tipo brioches (saremo precisi: brioches all’albicocca). Mela e agrumi canditi, mentre sullo sfondo è costante l’apporto di vaniglia e di caramello, di toffee. Magnifico naso, con qualche nota affumicata che s’affaccia qua e là.

P: l’ingresso è molto morbido, con l’alcol addomesticatissimo. Molto coerente rispetto al naso, con tanto, tantissimo malto rotondo, dolce, biscottato e insieme cremoso. L’uvetta e la vaniglia belli presenti offrono una suggestione di zuppa inglese (malaga?); poi frutti rossi molto gradevoli (fragole e amarene) e una nota speziata poco distinguibile.

F: oleoso, lungo e piuttosto persistente, tra note di frutta secca e malto molto molto Balvenie…

Pare che a volte un finish in botti di sherry first fill sia un buon metodo per dare carattere a imbottigliamenti altrimenti senza infamia e senza lode. Se invece prendiamo un whisky che non ha niente da invidiare a invecchiamenti più importanti e gli diamo ulteriore profondità con un finish deciso ma educato, beh, scattano gli applausi (tra l’altro notevole il rapporto qualità-prezzo, circa 35 euro). Un bel 87/100, mentre Serge è meno entusiasta e la pensa così (ma noi note di resina non ne abbiamo proprio trovate).

Sottofondo musicale consigliato: Burt BacharachRaindrops keep falling on my head:

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5 risposte a "Balvenie 12 yo Doublewood (2010, OB, 43%)"

  1. Ciao Simone,
    forse il Tomatin 12 anni potrebbe essere di tuo gusto. Ad ogni modo non perderti gli altri imbottigliamenti di Balvenie, che sono praticamente tutti ottimi…

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