Clynelish 12 yo (1998, Hart Brothers per “Tre Archi”, 46%)

Pino Perrone!
Pino Perrone!

Oggi è l’International Whisky Day (ne parlano, tra gli altri, Serge qui e Andrea qui), in memoria del grande Micheal Jackson. Serge celebra con sette Macallan tra il 1940 e il 1958; possiamo sottrarci a una sfida? Sì, decisamente, perderemmo; quindi proseguiamo buonini buonini con lo sfoltimento dei nostri sample, e assaggiamo un giovane Clynelish imbottigliato da Hart Brothers per Tre Archi, un distributore italiano del novarese. Distillato nel 1998 e invecchiato per dodici anni nella botte #16357, questo Clynelish è ridotto a 46% e – a nostro gusto – ha un’etichetta molto bella. Non possiamo che ringraziare per questo assaggio (e non solo) il gentilissimo Pino Perrone, appassionato gestore dell’Emporio del Gusto di Roma e tra gli organizzatori dello Spirit of Scotland.

fotoN: oltre a note di cera e salamoia (caratteri ‘minerali’ tipici della distilleria), c’è subito una leggerissima nota quasi di ‘dado’ che sulle prime ci sorprende, ma che – va detto – svanisce dopo pochi istanti d’aria; ce la siamo sognata? Buon impatto, con una delicata e deliziosa ‘dolcezza’: succo di limone, vaniglia, panna cotta… Poi pasta di mandorle e note fruttate (uva bianca, banana ancora un po’ indietro). Si sente l’aroma di malto, oltre a un che di vegetale (erba fresca, ma anche anice) che pare svelare ulteriormente la giovane età e la ‘pulizia’ di una maturazione certo poco invasiva. Semplice ma fresco e gradevole. Dopo un po’, pare di scorgere anche una lievissima affumicatura.

P: cera, cera, cera! Molto oleoso, in costante dialettica con una dolcezza cremosa molto intensa. Particolare, sembra voler esplodere in frutta gialla e vaniglia ma poi rimane come addomesticato, dominato da note deliziose di marzapane e soprattutto di mela verde; ancora la materia prima si prende il suo spazio, con tracce di orzata che pian piano rivelano note leggermente amare e ancora ‘vegetali’.

F: amarino, vegetale, non lunghissimo ma davvero molto pulito; spiccano una leggera nota affumciata e, soprattutto, una splendida nota di succo di mela che si rivela molto persistente.

Un giovane Clynelish rispettato dalla botte, questa è la sintesi: non è certo molto complesso, ma la giovane età non è affogata dalla botte, che anzi pare molto discreta e mantiene il distillato ‘nudo’, rendendolo però proprio per questo molto interessante. Didattico, in un certo senso, e a chi adora i Clynelish – vi abbiamo già detto che noi… sì, l’abbiamo già detto – non può non far piacere: e infatti, ci piace, e il gioco dei voti si chiude su un 84/100.

Sottofondo musicale consigliato: Aloe Blacc, con una cover di Femme Fatale dei Velvet Underground.

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