Glenburgie 1980 (2009, Samaroli ‘Glen Cawdor’, 45%)

L’ultimo festival Spirit Of Scotland è stato occasione, oltre che per ritrovare amici, per fare nuove conoscenze: e senz’altro tra le persone con cui più volentieri abbiamo scambiato quattro chiacchiere dobbiamo menzionare Francesco Saverio Binetti, cordiale responsabile marketing di Samaroli (che peraltro potremo ritrovare qui, ma ci torneremo). Tra i dram che ci ha proposto spiccava uno Springbank 15 anni del 1973, della serie Ageing Monography… Spettacolo puro! E molto interessante è stato provare il bicchiere ‘ufficiale’ di Samaroli: la settimana ventura tenteremo un esperimento, stay tuned! Ora iniziamo ad affrontare alcuni samples di questo storico imbottigliatore, e anzi: nei prossimi giorni cercheremo di fare una piccola sessione ‘italians do it better’, assaggiando uno o due whisky selezionati e imbottigliati da nostri compatrioti. Incominciamo proprio da un Glenburgie Samaroli di quasi trent’anni, imbottigliato nella serie Glen Cawdor, ovvero in bottiglie da 50 cl, e ridotto ai proverbiali – per Samaroli – 45%.

glenburgie_1980N: non si direbbe trentenne: un profilo fresco, anche se di grande intensità. Certo, il legno si sente, e si sente come ‘segatura’, ricordandoci la sensazione di quando si entra in uno studio di falegnameria (e per questa nota, solo per questa, ci ricorda certi Balvenie). Poi, tanta frutta intensa, quindi: albicocca, ananas, susine gialle, poi agrumi (buccia d’arancia, ma anche crema al limone). Un profilo affascinante, arricchito anche da delicati richiami floreali e speziati (sandalo, ma anche zenzero candito); ah, dimenticavamo, il tutto su un tappetone bourbon tra vaniglia e una clamorosa pasta di mandorle.

P: la sensazione del corpo è  un po’ deludente, inizialmente indistinto e quasi ‘acquoso’: in un secondo momento, però, la qualità dei sapori compensa una certa mancanza d’intensità. Frutta, frutta, frutta (il bouquet ci pare identico al naso, con coerente dominio di frutta gialla), poi ancora marzapane e ancora vaniglia. Un buon malto, che ha acquisito una certa personalità con gli anni. Camomilla zuccherata!

F: lungo e persistente ma delicato, con grande apporto del legno: la liquirizia perdura all’infinito… E poi nocciola, mandorla, ancora qualche suggestione fruttata.

Ottima qualità dei sapori e degli aromi, che vanno a sostenere un whisky rotondo, morbido e gentile, sempre bevibilissimo e impreziosito da un naso freschissimo, fruttato e floreale. A nostro giudizio, al palato il corpo pare forse fin troppo gentile e questo, se da un lato lo rende di beva assai facile, dall’altro lo tiene giù d’un paio di punti nel nostro “registro di classe”: la qualità è però alta, badate bene, e dunque un 87/100 ci sembra decisamente appropriato.

Sottofondo musicale consigliato: Vampire WeekendCape Cod Kwassa Kwassa.

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