GlenDronach 8 yo ‘Octarine’ (2012, OB, 46%)

Accanto al 15 anni pubblicato la scorsa settimana abbiamo assaggiato il più giovane malto ufficiale del core range di GlenDronach: non sapremmo dire se è ancora così (noi a Milano lo troviamo facilmente da Alcoliche Alchimie, e non siamo maghi), ma per lo meno all’epoca del lancio, ovvero due anni fa, l’Octarine era edizione esclusiva per la grande distribuzione in Francia. Di certo, questo 8 anni è particolare per la distilleria, in quanto nel vatting c’è anche una quota di botti ex bourbon – cosa inusuale perché, come sapete, la GlenDronach è celebre per essere tra la pochissime distillerie che tendono a far maturare quasi tutto il suo whisky in sole botti di sherry. Dalla prossima recensione, si torna in Italia…

glendornach-8YO-octarine-side-by-side-210mm_187N: subito molto aperto ed espressivo: marshmallow e insistenti note di una ‘dolcezza’ che, se non sapessimo che c’è bourbon coinvolto, diremmo quasi di matrice Pedro Ximenez (mandorle e marzapane, in quantità). Un naso molto zuccherino (uva bianca matura? canditi); budino alla vaniglia, poi cioccolato al latte… persino latte condensato! Qualche nota di frutta rossa acquattata sul fondo. Molto fresco, ma anche molto intenso e rotondo.

P: si inizia valutando il buon corpo. Poi, è come al naso: molto dolce e ‘natalizio’, con in più zucchero di canna e mela rossa. Aumenta la quota di frutti rossi, ma per il resto spaccano le mandorle, il budino di vaniglia, i marshmallows… Cannella anche, e un intenso caramello. Gradevolissimo, pur essendo così dolce e zuccherino evita di rivelarsi stucchevole e resta sempre molto beverino.

F: non lunghissimo; zuccherino, fruttatino e con note di frutta secca (nocciola?).

Beh, basteranno poche parole per tirare le conclusioni: costa meno di 40 euro, ed è buono, molto buono. L’interazione tra bourbon e sherry (tra quercia americana ed europea, uff, siete pignoli eh) è perfetta: domina il secondo ma anche il primo si sa ritagliare uno spazio importante. Vario e intenso, molto più buono della media degli imbottigliamenti di gamma simile, ovvero speysiders giovani; tant’è che viene da chiedersi: ma perché le altre distillerie non sono in grado di rilasciare whisky così buoni già a quest’età? Boh. Mentre ci interroghiamo su questo punto, leggiamo – come di consueto – le recensioni di Serge e di Ruben. La nostra valutazione sarà di 86/100.

Sottofondo musicale consigliato: Wankelmut & Emma LouiseMy Head is a Jungle, per ballare un po’.

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