Highland Park 22 yo (1988/2011, Silver Seal, 53,4%)

Riprendiamo il nostro viaggio tra gli imbottigliamenti italiani: è addirittura da due anni che abbiamo in armadietto un sample di questo Highland Park del 1988 di Silver Seal. L’avevamo assaggiato al Milano Whisky Festival del 2011 e avevamo deciso di comprarlo per riberlo a casa, ma poi abbiamo sempre atteso, un po’ per ‘deferenza’ e un po’ per attendere di avere uno sparring partner adeguato… Ora abbiamo risolto quest’ultimo problema (domani scoprirete di che si tratta), e quindi mettiamoci sotto con Highland Park: Max Righi ha selezionato questo barile ex-bourbon e l’ha imbottigliato appunto nel 2011, con un’etichetta – a nostro giudizio – molto bella. Il colore è paglierino chiaro.

whoaN: ci sono i classici della distilleria, ad alta forza d’urto (salamoia, sale, sassi di torrente) con una lieve torbatura (senza incursioni affumicate, però) e un gentile profilo vegetal-floreale (erica, erbe aromatiche; diciamo anice, fiori di bergamotto). Lana bagnata? Sbagliato pensare che il profilo ‘naked’ sia lasciato solo: c’è poi tutto un lato bourbonesque imponente (vaniglia, marzapane, liquirizia) e con note fruttate fantastiche (dal cedro candito fino a un delirio di banana, tra il frullato cremoso e la banana verde). Poi ancora frutta gialla, nocciola, nitidi sentori di legno (appena lucidato). Molto buono, ricordavamo bene.

P: davvero coerente col naso. Minerale, ancora, ed oleoso (ma come sapore: proprio olio d’oliva, sfumature). Ci sono una dolcezza nervosa molto vanigliata (con note di pasta di mandorle) e un miele davvero intenso; poi ancora torna la banana, questa volta – ci pare – sotto forma di mousse cremosa. Frutta secca (noce). Una crescente affumicatura acre, torbata, si fa strada piano piano. Una nota di tè verde; forse fave di cacao? Verso il finale si fa quasi salatino.

F: lungo, persistente ma molto discreto, tutto su torba, su una crescente affumicatura acre, su vaniglia e crema di marroni (!).

Discreto, compatto, austero: buono buono. Qualcuno dei presenti alla degustazione (cioè o Jacopo o Giacomo, non c’è tanta scelta) ha persino dichiarato: “sembra un Port Ellen senza l’affumicatura dei Port Ellen”. In realtà, quando è tornato sobrio, ha ammesso: “sembra un Highland Park, di quelli buoni”. Insomma: ci è piaciuto moltissimo, finora è uno dei più buoni ‘nuovi’ Silver Seal che abbiamo assaggiato. Complimenti a Max per la selezione; il nostro giudizio sarà di 92/100, non molto diverso da quello di Serge. Le poche bottiglie rimaste (delle 277 prodotte) costano circa 160 euro.

Sottofondo musicale consigliato: il nuovo, bellissimo singolo dei The NationalDemons.

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