Highland Park 30 yo (1981/2012, Silver Seal for Whisky Live Taipei, 51,4%)

384123_10151177444485513_27810200_nIeri abbiamo assaggiato un Highland Park spettacolare imbottigliato da Silver Seal, avvertendo che presto ne sarebbe arrivato un altro, per lo meno altrettanto buono. E infatti, eccolo qui: un Highland Park in sherry invecchiato 30 anni, selezionato da Max Righi per il Whisky Live di Taipei, in collaborazione (se non andiamo errati, nel caso Max ci correggerà) con Emmanuel Dron, proprietario dell’IMPRESSIONANTE whisky bar Auld Alliance di Singapore – se volete capire perché abbiamo abbondato con le maiuscole, guardate qua. Dron e Righi sono stati immortalati in occasione della presentazione della bottiglia (un’edizione limitatissima di 120 bottiglie e 42 magnum), e li potete vedere qui affianco. Saranno più felici per la bottiglia o per la compagnia? Mah. Il colore è ramato.

528708_347320975345639_1392919656_nN: l’alcol è gentilissimo. Di una complessità estrema, a partire da note minerali sì tipiche, ma qui integrate in un disegno (divino?) più ampio e continuamente cangiante. Torba, terra bagnata, gomma per cancellare; poi una gamma infinita di erbe aromatiche e spezie (cannella, genziana, eucalipto; ci viene in mente il vermouth). Cola. Poi caffè (che a tratti pare tiramisù), poi ancora frutta rossa elegante (fragola, amarene); fichi secchi e miele, poi caramello, anche zucchero di canna? Veramente incantevole, ogni volta che si avvicina il naso ci troviamo nuove sfumature. Arancia candita! Tabacco da pipa!

P: qui il lato minerale retrocede, a vantaggio di un’affumicatura crescente e grandiose suggestioni vegetali (foglie di tè – al bergamotto? – poi rabarbaro!, poi zenzero, eucalipto, a tratti mentolato). Intanto, si sviluppa una dolcezza profonda e da perdere la testa: marmellata d’arancia, poi note di caffè zuccherato, di cioccolato, di frutti rossi (mora e ciliegie), di chinotto. Fantastico. Intensità e complessità da panico.

F: intenso lungo e persistente, molto affumicato (ci tornano alla mente le note di fumo di pipa aromatizzato); poi frutta matura, caramello, un po’ di rabarbaro… Wow.

Un whisky buono buono buono: note speziate e di erbe aromatiche si integrano in un profilo di complessità notevolissima, tra una dolcezza fruttata, una mineralità da manuale HP, note marmellatose e fruttate splendide… Davvero, in continua evoluzione, a ogni snasata e ad ogni sorso questo whisky pare cambiare, pur mantenendo (non sappiamo se si capisce quel che intendiamo) una compattezza molto particolare, che lo rende uguale e diverso ad ogni approccio. Highland Park al suo meglio, diremmo: complimenti, per il secondo giorno di fila, a Max per la selezione: 94/100 è il nostro giudizio, chissà se da qualche parte in Europa una bottiglia c’è ancora, e chissà quanto potrà costare…

Sottofondo musicale consigliato: in omaggio all’estremo Oriente…

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