Pulteney 22 yo (1990/2012, Cadenhead’s, 55,2%)

Lo diciamo fin da adesso: scrivere questa recensione è stato molto difficile. Come alcuni di voi sanno, uno di noi lavora di notte (e beh sì, le battute si sprecheranno); di conseguenza, non sempre riusciamo a bere, pardon, degustare insieme come facciamo di solito. In questi casi, rari per la verità, stendiamo le nostre tasting notes ‘autonomamente’ in momenti separati, poi ci confrontiamo e cerchiamo di farne una sintesi coerente; di solito le oscillazioni sono assai scarse, ma in questo caso… I nostri giudizi erano radicalmente opposti! Per intenderci, ballavano una decina di punti, e dipendevano tutti da un’interpretazione del palato totalmente diversa (per quanto le note non lo fossero di molto); insomma, a uno è piaciuto molto, all’altro no… Ci torneremo dopo; per adesso, proviamo a farci largo tra i nostri rovelli e passiamo ai fatti: (Old) Pulteney 22 anni in botte di bourbon, imbottigliato in 204 esemplari da Cadenhead’s nella serie Authentic Collection. Da Monica (Alcoliche Alchimie) lo trovate, ça va sans dire…

foto-19N: uh, l’effetto complessivo è eccezionale: ampie zaffate da maturazione in bourbon first fill (torta, crema alla vaniglia, cioccolato bianco, cocco) sono unite ad un’intensa marinità (brezza di mare, alghe); è ottimo il bilanciamento armonico tra la ‘dolcezza’, anche sfacciata, e l’austerità da vero highlander del nord (che note minerali, di tanto in tanto!). Tanta frutta secca (mandorla a pacchi, nocciola) e un pit di scorza di limone; canditi. Nitide note erbacee (certi infusi… sì, ma quali? pff, siete pignoli). Ottimo.

P: ok, qua è dura; limiteremo i qualificativi (termine tecnico nell’ambito della grammatica italiana). L’attacco è davvero molto mentolato ed erbaceo (ancora, certe tisane balsamiche lasciate lì in infusione; e pure mentolo e basta); ha note frizzantine e piccanti, tipo zenzero candito. Ancora molto minerale (si sentono proprio le rocce) e vegetale, ma dietro c’è una dolcezza molto delicata e discreta, che riprende quanto riscontrato al naso (cioccolato bianco, mandorla, nocciola). Note di scorza di limone, pian piano.

F: lungo e abbastanza persistente, ancora molto minerale e ‘vegetale’, erbaceo (infusi vari). Caramella al limone.

Dunque, il prode Serge dà un giudizio relativamente drastico, dicendo che è “solo per estremi esegeti delle Highlands”… In effetti è un whisky spigoloso e difficile, “unsexy” per usare ancora le parole del baffuto alsaziano: guardando le valutazioni su whiskybase, tutti gli utenti che lo hanno bevuto hanno dato voti molto più alti. Insomma, senza dubbio è un whisky che divide, e soprattutto al palato (questa è la nostra esperienza) ad alcuni piacerà molto, ad altri no. Curiosamente, quello che tra noi si professa più amante di questo stile è quello che l’ha apprezzato meno… Noi facciamo una sintesi brutale delle nostre valutazioni e daremo un 85/100, consapevoli che un compromesso è la cosa più sbagliata da fare. Diciamo che è un votissimo, o un voticchio…

Sottofondo musicale consigliato: Bobby Blue BlandBlind Man, splendida…

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