Yoichi 20 yo (1988/2008, OB, 55%)

logo-200Yoichi è forse il più famoso marchio giapponese di single malt: quando questo vent’anni (non proprio questo: si era un paio d’anni prima) vinse il premio come miglior whisky del mondo ai World Whisky Awards di Whisky Magazine, tutti aprirono gli occhi sul Giappone. Persino i più rozzi addetti ai lavori dell’industria scozzese, che pensavano che quei signori con gli occhi a mandorla fossero solo bravi a disegnare cartoni animati e a sfruttare i tafferugli tra obesi come pubblico intrattenimento, furono costretti a ricredersi e prendere atto di avere a che fare con dei grandi artigiani nell’ambito del whisky. Assaggiamolo, suvvia.

1N: che gentilezza, alcol morbidissimo. In generale, è sia delicato e discreto che intenso; caramellato e piacevolmente zuccherino, con grandiose note di malto (è leggermente torbato, a impreziosire un profilo già molto complesso). Ci sono poi tabacco, spezie (pepe, chiodi di garofano) e tanta frutta marmellatosa (tarte tatin, lamponi, albicocca) e assai cremosa. Zaffate di quercia. Pare fresco, a suo modo, ma di grande importanza e greve personalità. Tracce tenui di erbe aromatiche (origano e lavanda); ricorda un po’ il profilo umido e ‘cantinoso’ di certi Brora…

P: c’è grande coerenza col naso, fortunatamente: un’affumicatura crescente e avvolgente è accompagnata da molte spezie (ancora pepe, cannella, chiodi di garofano). Di nuovo, quelle sensazioni di ‘malto di una volta’, alla Brora (per dire) e un malto zuccherino molto spinto, fuso con sentori decisi di quercia. A dire il vero non sfaccettatissimo, ma tutto quel che c’è è al top di bontà: deve piacere, ma piace. Caramello, un po’ di frutta in marmellata; un misto non del tutto nitido tra albicocca, frutta rossa e un che di tropicale. Piccantino, con note di zenzero e quasi di tabacco.

F: lungo e con una bella affumicatura profonda e umida; il distillato continua a ‘respirare’ in gola; ancora pepe e ancora un buon malto.

Davvero molto buono: la cura dei particolari e l’attenzione al rispetto della tradizione, tipiche dei giapponesi (alla Yoichi, tanto per intenderci, i forni sono riempiti di carbone e mantenuti in temperatura a mano) hanno fatto centro. Questo whisky, riassaggiato con calma, a noi pare – per ora – il migliore della degustazione, e all’appello mancano solo i due Chichibu di tre anni… Ci stupiranno? Mah; nel frattempo, a questo non possiamo dare meno di 91/100, perché è davvero complesso, intenso e con continue fiammate. Serge è un po’ più cauto e la pensa così.

Sottofondo musicale consigliato: una canzone agghiacciante, ovvero AnekaJapanese boy. Scusa, Giappone, non volevamo.

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6 risposte a "Yoichi 20 yo (1988/2008, OB, 55%)"

  1. Completamente concorde su disamina e punteggio (ogni tanto la pensiamo allo stesso modo) alla quale aggiungerei solamente dattero sia in olfattiva che in gustativa e note resinose-balsamiche al naso.
    Vi scrivo tuttavia per aggiornarVi sul Golden Promise. Stimolato dalla vostra voglia di sapere (siamo sulla stessa barca, da anni), ho scritto a Juliette Buchan responsabile della Gordon MacPhail proprietaria della Benromach, la quale mi ha prontamente risposto (persona di rara eleganza e gentilezza) dicendomi quanto temevo. In realtà la Benromach usa attualmente esclusivamente la varietà Chariot e il Golden Promise è stato usato solo per la batch #1 dell’Origins un 9 anni a 50% e non verrà ulteriorlmente adoperato. Stessa sorte per l’Optic, usato solo per la batch #3 un 10 anni a 50% (la batch #2 è invece un Port Pipes).
    Alla luce di quanto segue ritengo che non si possa più affermare che la distilleria utilizzi la varietà Golden Promise, essendo stata una one-shot.
    Saluti etilici.
    pino perrone.

  2. io di mio mi sono molto goduto la parte oleosa e “masticabile”. Era veramente molto “spesso” in bocca e con quella persistenza avvolgente. Ovviamente tutto merito degli alambicchi a fuoco diretto

      1. Quella mattacchiona di Matilde è morta a pochi chilometri da casa e vi è rimasta sepolta per un bel po’. Ti consiglio una visita al Carpinete, questo si un po’ più lontano da cas mia ma più vicino a casa sua.

    1. Grazie ma faccio prima a recarmi nel luogo attuale della sua sepoltura. Metro A fermata Ottaviano e di li a piedi circa 1000 metri verso S. Pietro.

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