The Macallan ‘Ruby’ (2013, OB, 43%)

Ed eccoci all’ultimo Macallan della serie 1824, certamente il più atteso dai pm di Milano: Macallan Ruby Rubacuori, con un colore bello scuretto – probabilmente ci sono botti ex-sherry più ‘attive’, e (almeno a giudicare dal prezzo, più o meno doppio rispetto al Sienna, che secondo la più recente declinazione della retorica di Macallan dovrebbe essere indotto non dall’età ma dalla qualità delle botti) con tutta probabilità la quota di costosissima quercia europea sarà presente in proporzioni più massicce.

imageN: appare subito più ‘fresco’ del Sienna, ma – naturalmente – diverso: certamente c’è più frutta rossa, più in evidenza (soprattutto fragole e ciliegie, sotto spirito anche – c’è un che di cioccolatoso: mon cheri?). Liquoroso e fruttato: non troviamo tracce di vaniglia, mentre decisamente pare più speziato rispetto ai tre compagni (cannella e chiodi di garofano). Confermata la sensazione iniziale, la quercia europea decisamente si fa sentire. Pare un naso molto compatto, ricco e massiccio, anche difficile da sezionare fino in fondo; scorzetta d’arancia? Arancia candita? Perfino una noticina d’eucalipto?

P: intensissimo e senza dubbio appartenente alla categoria sherry monster, se pure con una gradazione molto poco mostruosa. Le botti europee ancora lasciano un chiaro marchio: si sentono molto i tannini, a tratti allappa un po’. La qualità è alta comunque, ci sono bombette di frutti rossi e prugne secche, così come a tratti (l’opinione è stata condivisa da molti partecipanti al tasting) ricorda certi rum belli aggressivi. Molto cioccolato, perfino un po’ di fondo di caffè, ancora scorza d’arancia; non è affatto ruffiano, se dovessimo scommettere diremmo anche che è più giovane di Sienna. Sul finale tornano le spezie (chiodi di garofano soprattutto, pepe).

F: molto coerente col palato: frutta rossa, note legnose, cioccolato amaro. Caffè.

Molto buono, decisamente heavily sherried e per questo piuttosto diverso dai tre compari di serie, più rotondi ed ‘eleganti’ e con un’ovvia influenza di quercia americana; questo Ruby, in fin dei conti, è ancora un whisky di alta qualità, e riesce a sembrare uno sherry monster senza che la ridotta gradazione influisca negativamente su corpo e sensazioni complessive. Gli daremo 88/100: costa quasi il doppio rispetto al Sienna (120 sterline contro 65), e francamente ci pare un po’ tanto – ok che se compri Macallan compri un brand di lusso, e quindi in un certo senso vuoi pagare di più, ma se dovessimo scegliere tra i due (che se pur diversi ci paiono paragonabili per qualità complessiva) andremmo diritti per il Sienna (che oltretutto ci sembra più maturo, più ‘vecchio’ – ah già, ma l’età non conta niente). Se non altro perché al medesimo prezzo ti compri due bottiglie… In ogni caso, l’impressione complessiva di questa nuova serie di Macallan – tralasciando ogni considerazione che non tocchi la sola qualità del distillato – è decisamente positiva.

Sottofondo musicale consigliato: Kaiser ChiefsRuby.

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2 risposte a "The Macallan ‘Ruby’ (2013, OB, 43%)"

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