Lagavulin 18 yo ‘Feis Ile 2013’ (1995/2013, OB, 51%) – Feis (Sac)ile 2013

La settimana torbata si chiude sulle note di Lagavulin, che ha presentato un imbottigliamento in 3000 esemplari: si tratta di un whisky di 18 anni selezionati da Ian MacArthur, distillato nel 1995 e invecchiato in botti a prevalenza sherry. Lagavulin è una distilleria di culto (il nostro amico Davide, quello che ama i delfini, oltre ad essere un pazzo pervertito adora questi whisky…) e ha la grande capacità di riuscire in una impresa quasi impossibile, ovvero abbinare armoniosamente torba e sherry… Vediamo se anche questa volta la magia si è ripetuta.

lagavulin-islay-festival-2013N: wow. Comunica un’idea di ‘oscurità’, di pesantezza; si rimane schiacciati sotto al tappeto torbato e affumicato, un tappeto di cenere, un tappeto di liquirizia salata, un tappeto liquoroso, al limite dello ‘sporco’… Intense note poi di cuoio, di tabacco da sigaro. Comunque è ‘caramelloso’, con note di toffee; il tutto è molto ricco, avvolgente. Ondate di arancia caramellata, di scorzetta d’arancia pucciate nel cioccolato fondente… Molte le note speziate: sandalo, noce moscata, un pit di cannella, tamarindo. Ci pare di riconoscere perfino un che di marron glacée. Marmellata d’arancia, confettura di fragole… c’è infatti una dimensione fruttata, ma si tratta di frutta ‘calda’, cotta; beh, di marmellata… Le note marine di cui sopra si specificano, col tempo, in alghe secche, riarse; ma in una giornata invernale, magari vicino a un porto industriale.

P: eccellente. All’inizio pare acquosetto (proprio la sensazione di acqua di mare), ma è un’impressione fallace, perché la torba, acre e fumosa, fa da trait d’union tra quella marinità e una dolcezza ricca e composita. Ci sono tonnellate d’arancia, poi vagonate di confettura di fragole, poi caramello (zucchero bruciato). Pepatino e speziato, con chiodi di garofano ben piantati nel muro di sapore. Liquirizia, tanta, salata. Un che di noccioloso. Note di “porto industriale”, di diesel, diciamo. Tabacco aromatizzato?

F: c’è immediatamente una nota, fantastica, di ‘francobollo’, ovvero quel saporino che rimane sulla lingua dopo aver leccato – appunto – un francobollo… Davvero infinito, persistente, catramoso. Non perde anche le sue peculiarità dolcine, ancora su una marmellata non sfacciata. Non ti passa più.

Per usare una formula molto cara a quel nostro amico di cui sopra: goodiii!!! Con Lagavulin difficilmente si sbaglia, e questo imbottigliamento non fa eccezione. Mantiene tutte le caratteristiche del magnifico 16 anni, ma – complici i due anni in più d’età e la gradazione piena – guadagna in intensità: la pesante affumicatura si sposa magnificamente, e con grande equilibrio, con la dolcezza dello sherry, regalando un whisky sempre legato e bilanciato. Chapeau. 90/100 è il giudizio, beati coloro che ne hanno una bottiglia a casa.

Sottofondo musicale consigliato: Black SabbathEnd of the Beginning.

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