Port Morant – Demerara Rum 37 yo (1975/2013, Silver Seal, 51,7%)

Noi appassionati di whisky siamo assai spocchiosi, quando si tratta di affrontare altri distillati; e noi di whiskyfacile, in particolare, oltre a essere spocchiosi siamo pure ignoranti… Inauguriamo dunque quest’oggi, ispirati dal clima tropicale milanese, una sezione di ‘malternative’ (rubiamo la definizione a Serge, naturalmente), e siccome siamo spocchiosi e ignoranti ma ci piace trattarci bene, iniziamo alla grande: assaggiamo un Rum Demerara prodotto dalla distilleria Port Morant, in Guyana, distillato nel 1975, invecchiato nella botte #2050 e imbottigliato all’inizio di quest’anno da Silver Seal. Chi se ne intende, come l’amico Francesco, ci insegna che i rum Demerara di Port Morant sono tra i più pregiati e apprezzati, distillati in alambicco discontinuo in legno e particolarmente adatti a lunghi invecchiamenti: se volete ulteriori informazioni, ci limitiamo a rimandare a siti di alcuni amici, dal Rum Club Italiano a Isla de Rum (di Leonardo Pinto, organizzatore del festival Show Rum). Ma insomma, eccoci al nostro pargolo: il colore è rosso rubino, intenso e scuro.

Schermata 2013-07-08 alle 12.08.26N: l’alcol non disturba affatto, è subito molto aperto e profondo, molto aromatico. Oltre a ovvie note di melassa e zucchero di canna, si è subito travolti da una ciliegia nitida ed esuberante (sciroppo ai frutti rossi, ciliegie sotto spirito), che agli amanti del whisky farà venire in mente sherry monster belli invecchiati… Note quasi di… pastelli a cera! C’è poi un miraggio speziato, quasi balsamico, che ricorda – diciamo – caramelle alla propoli (ma anche sciroppo d’erbe… tipo il centerbe?). Anice stellato. Ci sono tracce, col tempo, di cuoio; poi uvetta. Aceto balsamico (di quelli buoni); legni speziati (non è sandalo, è qualcosa di simile…).

P: il corpo è denso e intenso. Inizia lo spettacolo pirotecnico: il primo razzo sparato è balsamico ed erbaceo (eucalipto, propoli, anice, rabarbaro); subito a ruota, il cielo si fa rosso per le esplosioni di ciliegie, frutti rossi, amarene sotto spirito. Mentre i due fuochi continuano ad ardere, si innesta un legno speziato vagamente tanninico, con suggestioni di fave di cacao, quasi di fondi di caffè.

F: balsamico, sciropposo; ancora vivissimo (è veramente infinito…), replica la fase finale del palato, con in più una nota di creme caramel da panico.

Buonissimo. Convincerebbe anche i meno propensi alle melensaggini del rum, noi per primi: di certo molto complesso, di certo privo di quella dolcezza un po’ (a nostro gusto) eccessiva che spesso in passato non ci aveva convinto appieno in altri rum, questo Demerara di Port Morant ci ha veramente sorpreso per l’intensità e il bilanciamento complessivo delle varie anime che si agitano nel bicchiere. Complesso al naso, denso e vellutato al palato, interminabile al finale. Non daremo un voto, perché – come detto – proprio non ce ne intendiamo, ma sappiate che ci è piaciuto, veramente tanto, anche se le nostre note di degustazione non rendono giustizia alla complessità riscontrata. Per noi quelle del rum sono lande inesplorate, ma questo potrebbe essere un bel fortino da cui far partire le spedizioni… Grazie a Max e Betty per il sample!

Sottofondo musicale consigliato: esclusi i Manowar con la splendida Guyana (Cult of the damned), stiamo su territori caraibici: Buena vista social clubDos Gardenias.

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3 thoughts on “Port Morant – Demerara Rum 37 yo (1975/2013, Silver Seal, 51,7%)

  1. Vi piace vincere “Facile”????
    I Demerara sono, a mio parere, fra i migliori rum caraibici e il Port Morant assieme ad Enmore e Versailles rappresentano il meglio della produzione Demerara.
    ho provato il 37 in questione a Roma e devo dire un grande grandissimo rum.
    Viva, come direbbe un comune amico, il “sottoprodotto caraibico”

    • eheh, sì Paolo, volevamo andare sul sicuro… 😉 come dicevamo non ci intendiamo di rum, davvero, ma in effetti tutti i Demerara che abbiamo assaggiato finora erano più di nostro gradimento rispetto ad altri, più in armonia coi nostri gusti – e questo era una vera bomba!

  2. Pingback: Vacanze “lavorative” tra la Romagna, l’Emilia (e la bassa Lombardia) | Angel's Share

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