Bladnoch 11 yo (2013, OB, sherry cask, 55%)

Innanzitutto, una piccola segnalazione: vi vogliamo indicare il nuovo nato nel mondo del whisky blogging italiano, ovvero www.whiskysucks.com, dietro cui c’è un amico metallaro, Federico, e ci piace fargli un po’ di pubblicità, nel nostro piccolo. Ma veniamo a noi: a giudicare dallo sguardo compiaciuto della pecora che campeggia in etichetta, alla Bladnoch devono essere soddisfatti del recente re-packaging: cui corrisponde, perché nulla manchi, anche una risistemazione complessiva del core range. All’ultimo Spirit of Scotland eravamo dietro al banchetto di Davide e Claudio, e il primo aveva il piacere di presentare in Italia i nuovi figliuoli della distilleria delle Lowlands. Noi ne abbiamo approfittato portandoci a casa un bel sample di questo 11 anni in sherry imbottigliato a 55%, e adesso vi diciamo se ci è piaciuto o meno, tanto per essere didascalici.

bladnoch-11-year-old-sherry-matured-sheep-label-whiskyN: supersherried, con punte alcoliche pungenti (solvente per unghie) e una vaga sensazione un po’ zolfanella, che però vanisce pian piano. Molto cremoso, se pure non propriamente ‘rotondo’ (crema catalana, zuppa inglese…), con note di frutti rossi e neri molto interessanti (molte more, poi mirtilli, fragole); una nota di caramello e toffee, oltre a una suggestione di mandorla crescente. Noccioline tostate? Una punta d’anice? Cioccolato amaro (c’è chi dice ‘cioccolato al grand marnier’)? Tamarindo? Punti di domanda? C’è un che di agrumato, tipo arancia pucciata nel cioccolato, o cedro candito. Ok, abbiamo esagerato: chiudiamo il naso dando conto di suggestioni post-aggiunta d’acqua di zenzero candito e di candela ikea ai frutti rossi…

P: senz’acqua, ne ha bisogno. Ripete quanto di buono trovato al naso, con in grande evidenza alcuni frutti rossi (lampone e ribes). La dolcezza è più rotonda, con nocciola, caramello, gianduia, burro, uvetta; pizzica un po’, diciamo anche un pit di zenzero. Pasta di mandorle, in crescita. L’acqua, a dispetto delle attese, non porta rotondità: anzi, si accentuano una nota agrumata (scorza d’arancia, ma legno amaro anche) ed una di malto, vegetale e cerealoso.

F: lungo, intenso, su frutti rossi e uvetta. Burrosissimo (i biscotti al burro di Aberlour, avete presente? quelli famosi…), con un pit di malto vegetale e leggermente amarino.

Difficile da valutare, a volte è aperto e burroso, altre l’alcol tende a dominare troppo la scena e a portare note di solvente un po’ sgradevoli; complessivamente, diciamo che la gioventù di un distillato generalmente leggero non è nascosta del tutto da un invecchiamento heavily sherried. La nostra opinione è riassunta da un 82/100 che, se a qualcuno importasse qualcosa davvero, corrisponde a una promozione.

Sottofondo musicale consigliato: Skunk AnansieCharlie big potato, che disco coi controcazzi che era Post orgasmic chill!

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