Highland Park ‘Drakkar’ (2011, OB, 40%)

Che da queste parti risiedano degli ex-metallari militanti, beh, non è un segreto: e dunque non sarà sorprendente un certo senso nostro per i vichinghi. Highland Park, neppure questo è segreto, ha deciso di puntare proprio su una supposta eredità vichinga per aggredire il mercato… E, come è giusto, per farlo è salita su un drakkar ed è salpata verso terre da conquistare. Oggi assaggiamo appunto ‘Drakkar’, una versione NAS (no age statement, vale a dire senza età dichiarata) solo per duty free, il cui sample dobbiamo alla magnanimità di Davide, Gran Maestro dell’Ordine dei blogger italiani di whisky.

27972N: molto marino e leggermente torbato; il lato salmastro è davvero gradevole. Con una gran nota di arancia (in scorza, ma anche caramellata); si sente il miscuglio di botti, con note chiare di vaniglia. Col tempo si ‘scalda’ e la brina salmastra si affievolisce in favore di una maggiore rotondità (toffee, uvetta) e di una intensa componente speziata (cannella). Mele cotte, e prugne. Un pit di liquirizia, un’ombra di fumo.

P: d’una debolezza epocale, che stride con un naso gradevole. Ma c’è un palato? Qualche nota del naso ritorna (arancia, toffee, un che di cremoso astratto), ma pesantemente affievolito da una gradazione priva di dignità.

F: torna il naso. Frutta secca, un po’ amaro. Arancia, toffee, poi di nuovo un po’ di torba.

Un naso gradevole, in stile giovane Highland Park, violentemente penalizzato da un palato praticamente non pervenuto. Per carità: siamo di fronte a un whisky decente, non fraintendeteci, ma la gradazione così bassa toglie grip a un malto che di personalità ne avrebbe da vendere. Perdonateci, Odino e Freya: 80/100 è il massimo che possiamo concedere.

Sottofondo musicale consigliato: PhoenixDrakkar Noir, perché del metal adesso sarebbe troppo facile, e – diciamolo – sprecato.

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