Glenlivet XXV (OB, 43%)

Anche quest’anno la Pernod Ricard, rappresentata dal Brand Ambassador Andrea Gasparri, proporrà una masterclass durante il novembrino Milano Whisky Festival. Il parterre è davvero di tutto rispetto, con quattro imbottigliamenti ‘distillery only’ e due Glenlivet ufficiali, l’ormai irraggiungibile ‘Cellar’ e l’ultimo nato ‘Alpha’. Il consiglio, complice il prezzo veramente risibile della degustazione, è di non farsi sfuggire i biglietti rimasti, così come noi l’anno scorso non abbiamo mancato di partecipare all’evento Pernod Ricard del Festival. E proprio di quel piovoso giorno rinvanghiamo oggi il ricordo gradevole ma sbiadito di questo Glenlivet XXV, l’imbottigliamento ufficiale più anziano oggi nel core range della distilleria, ottenuto dal vatting di malto “finito” per un paio di anni in botti ex sherry Oloroso.

scotchtprN: come ci aspettavamo, c’è fin da subito un gran bailamme di frutta, bello compatto ma comunque variopinto (fragola, pesche gialle, un che di tropicale- ananas?- uvetta e prugne secche). Con anche una spruzzatina di arancia. Spicca poi una grande burrosità e maltosità; la suggestione è la solita brioche, ma anche il caffèlatte zuccherato, impasto per torte e zucchero bruciato. Questo whisky ci pare bello rotondo, elegante, cesellato. Conserva inoltre una sua freschezza, una lievità già percepita in altri Glenlivet pur attingendo alla grande anche da quanto il legno di botte aveva da offrire: incantevole il profumo di warehouse che rimane incollato al bicchiere.

P: complice forse la gradazione il corpo risulta leggermente penalizzato. Si confermano comunque una certa cremosità e una dolcezza levigata, tutta basata quest’ultima su sentori fruttati: ancora pesca gialla, albicocca, ancora note tropicali e uvetta. Al robusto apporto del malto si aggiungono qui nocciola e liquirizia. La legnosità diventa via via sempre più importante, senza però eccedere. Molto equilibrato, dunque.

F: gradevole, delicato e abbastanza lungo. Il quartetto è frutta, malto, legno e nocciola.

Siete amanti di whisky dai sapori delicati, sapientemente dosati per offrire un mix equilibrato di malto, legno e frutta? Sì? Beh, questo è il vostro whisky, non troppo impegnativo e con cui tuttavia è possibile giocare a lungo, viste le tante suggestioni (soprattutto olfattive) a cui può dare adito. Tutto molto appropriato, dunque, a parte il fatto che vi servirà un portafoglio altrettanto raffinato per portarne a casa una bottiglia; il prezzo infatti non è proprio popolare, ben oltre i 200 euro. Noi passiamo la mano e ci limitiamo ad appiccicarci sopra un numerino: 86/100.

Sottofondo musicale consigliato: il contesto ideale per questo Glenlivet Franco Battiato Summer on a solitary beach

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2 thoughts on “Glenlivet XXV (OB, 43%)

  1. Ebbene si, non a caso i GL bevuti alla cieca danno sempre punteggi elevati, lo stesso 12 anni che costa niente per me rimane un malto base mica male. Il XXV al secondo bicchiere a me un po’ mi stufa, sento il peso degli anni, cosa che non succede col 18 e col 21 che scendono nella gola benissimo.

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