Clynelish 1997(2011, Adelphi, 59,1%)

In questa settimana pubblicheremo solo whisky d’imbottigliatori o distillerie presenti al Milano Whisky Festival, un conto alla rovescia propedeutico a ingannare il tempo in vista di un’edizione che già intravediamo gravida di soddisfazioni. Dopo aver assaggiato poco tempo addietro un’espressione di Samaroli, torniamo tra le mura dell’amata Clynelish, assaggiando un single cask recente, invecchiato per 14 anni in una botte refill bourbon e selezionato dall’imbottigliatore Adelphi. L’anno scorso, all’esordio milanese della giovane azienda scozzese (è questa in realtà la storia di una rinascita, è molto interessante e la trovate qui), avevamo avuto modo di apprezzare alcuni loro prodotti e ci pare di ricordare un gran bene di questo Clynelish…

clyadl1997v1N: per la gradazione che ha, l’alcol si sente davvero al minimo. Gli aromi si presentano liberi e traboccano dal bicchiere che è un piacere. Innanzitutto c’è una dominanza di miele e cera che ci indirizza subito a Brora; in realtà però quel che sbalordisce è il riuscitissimo matrimonio con la botte, dalla quale il distillato pare aver ricevuto un’impronta decisiva. C’è grande personalità: frutta profumata, disidratata (banane, cocco); marmellata di albicocca e crema di marroni (wow!). Poi, marzapane e via via che si ossigena diventa sempre più cremoso. Regala miraggi di pandoro, creme caramel, cannoncini alla crema! Anche legni speziati (sandalo?). Col tempo, minerale, pure; un carattere, quest’ultimo, che si accentua con l’aggiunta di un po’ d’acqua, ma a giovarsi dell’abbassamento di gradazione è anche l’intensità del marzapane e della frutta, se possibile.

P: termonucleare! Un attacco di lingue di sapore fruttate di rara esuberanza. Ampie suggestioni tropicali (cocco e papaya), poi un aranceto intero sbattuto in un barattolo di marmellata. Molto succoso, ma offre di più: ancora miele, poi zucchero di canna e frutta secca oleosa (olio di mandorle). Ci sembra a tratti anche leggermente pepato. Con acqua, il tutto si arrotonda e si aprono prospettive inaspettate per il ritorno del distillato, con note minerali, torbate e cerose.

F: lungo, lunghissimo, sospeso tra una frutta succosa e una minerale compostezza.

Complimenti sinceri ad Adelphi e al grande Charles MacLean per l’ottimo lavoro di selezione, che ha portato in bottiglia il classico dram dalle mille facce, intenso, impegnativo ma al contempo sempre desiderabile. L’ha bevuto anche Serge e si è leccato i baffi. È per malti come questo che beviamo whisky, diamine! Un bel 92/100.

Sottofondo musicale consigliato: il gothic-folk oscuro e magnetico dei 16 HorsepowerBrimstone rock

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