Clynelish 24 yo (1965/1989, Cadenhead for Sestante, 46%, 75cl)

Fine Old Clyenlish del 1965. Se Serge Valentin scrive che il 1965 nella storia di Clyenlish è “l’anno degli imbottigliatori indipendenti“, allora – come dire – c’è da fidarsi: quando abbiamo visto questa bottiglia allo stand di Giorgio D’Ambrosio e Franco Di Lillo all’ultimo Milano Whisky Festival, non abbiamo potuto esimerci dal considerare che sarebbe stato un modo perfetto per riprenderci dai bagordi natalizi. E infatti, eccoci qui: questo whisky è assai particolare, imbottigliato da Cadenhead’s per Sestante (Ernesto Mainardi, l’uomo che creò anche il marchio Silver Seal) nel 1989; Clynelish ha smesso di maltare il suo stesso orzo proprio nel 1965, quindi c’è la possibilità che questo dram contenga le ultime lacrime di un distillato ‘speciale’…

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N: non sappiamo se per i tanti anni in bottiglia, ma è un whisky di una ‘delicatezza setosa’veramente incredibile: non scambiate delicatezza per poca personalità, tutti gli aromi sono intensi, è la sensazione complessiva ad essere morbida morbida. Ci sono note di cera (candele nuove, un pacco appena scartato) e paraffina; a fianco a questo, delle splendide note agrumate, quasi minerali (buccia di pompelmo, limone). Lana bagnata? Una punta d’anice? Sotto, una coltre accogliente di aromi dolci, tra confettura di fragola, creme, vaniglia, un vago sentore di frutta gialla. Pur non essendo affumicato, ci colpisce una suggestione di camino spento, ma spento da tanto… Eh? Sa proprio di ‘vecchi armadi’, e più sta nel bicchiere più pare virare verso note farmy, umide, veramente da panico.

P: l’excursus è: un primo impatto cerosissimo, delle fiammate agrumate e poi, mentre evolve al finale, un colpo di reni maestoso con malto dolce e un senso di ‘cenere vecchia’. Comunque, è clamoroso. Racchiude sensazioni quasi inedite: anche al palato c’è un senso di lana bagnata, con punte di agrumi e vanigliate. Ah, se ne avessimo una bottiglia intera staremmo a sezionarlo all’infinito: è la sensazione complessiva a essere stupefacente, con una compattezza armonica veramente sfaccettata e veramente incantevole. Un poco di confettura di fragola, ancora.

F: replica all’infinito le note del palato, tra cera, cenere spenta, carta macerata, fragole, paraffina, burro fresco…

Di una complessità incredibile, molto più di quanto non emerga dalle nostre tasting notes, questo Clynelish ci stupisce e ci seduce per l’armonia con cui le diverse anime della distilleria emergono tutte assieme, tutte con forza, ma tutte racchiuse come da un medesimo velo di fascino dignitoso: quel senso, molto maltoso, di vecchi libri, di cantina umida, quasi di stalla, racchiude in un equilibrio impeccabile note fruttate e spigoli di cenere, smussando gli angoli ma intensificando una fiera personalità. Tante parole poco sensate che riassumeremo con un bel 94/100: grazie a Giorgio e Franco per il sample, e auguri a tutti.

Sottofondo musicale consigliato: Bob DylanTangled up in blue.

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