Rosebank 12 yo (fine anni ’70, Zenith Import, OB, 43%)

Ci abbiamo messo dieci giorni per riprenderci dallo shock subito di fronte allo splendore del Clynelish post natalizio; ancora non del tutto convinti che si trattasse davvero di merce terrena e non di nettare divino, cerchiamo pace nelle Lowlands, ma rimanendo sempre nel passato. Rosebank 12 anni Zenith Import, bottiglia ‘importante’ che abbiamo presentato al nostro tasting facile dello scorso ottobre.

Schermata 2014-01-06 alle 12.02.39N: non avremmo saputo indovinare ‘Lowland’, al naso, blind. Questo Rosebank è figlio del suo tempo, con una commistione di suggestioni molto affascinante e per nulla scontata: c’è sia il segno di una qualche gioventù (molto maltoso, cerealoso), sia una sorta di patina / schermo olfattivo che troviamo solo nei whisky di una volta (sughero, legno bagnato, cera, vecchie biblioteche). Poi una certa composita dolcezza liquorosa (si sente maggiore una quota di botti sherry): amaretto, confettura di fragola, zuppa inglese, mele rosse mature, uvetta… Completano un leggero senso di agrume e forse per suggestione, tocchi di fiori freschi… Una nota speziata infine, che ci ricorda le vecchie credenze da cucina con le spezie miste.

P: si mostra in tutta la sua pronta beva, in tutta la sua beverinità: coerente col naso, anche se la parte liquorosa è messa più in sordina – a essere premiate sono note di malto, di cereali (muesli), biscottose, veramente ‘pulite’ ma non per questo monodimensionali. Amaretti, una splendida cera, note di tabacco da pipa (ma è quasi affumicato?). Educatissimo ma non inerte, molto elegante. Cioccolato.

F: sorprendentemente lungo e intenso; animato da frutta secca e un po’ di fumo, su una coltre di fette biscottate con confit di fragole.

Non rimpiangiamo un passato che per noi non è mai stato presente, ma di certo dobbiamo ammettere che certi aromi, così composti assieme, nei whisky moderni non ce li sappiamo trovare. Cosa penseremo quando il presente sarà passato e il futuro presente? Boh. Intanto, 88/100 a questo gran pezzo di Rosebank.

Sottofondo musicale consigliato: Robbie Williams con uno standard del grande Frank Sinatra, Puttin’ on The Ritz.

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