Littlemill 22 yo (1989/2011, Silver Seal, 49,8%)

Qualche giorno fa su facebook ci è capitato di imbatterci in un articolo (che non abbiamo più saputo ritrovare, ma insomma, fidatevi [UPDATE: trovato!]) che sosteneva che Littlemill potrebbe essere la nuova Port Ellen: produceva un distillato eccellente, ci sono un sacco di botti in giro… E ha il grande vantaggio di aver chiuso dieci anni dopo! Sarà dunque Littlemill la prossima distilleria di culto? In effetti, tante volte abbiamo sentito Giorgio D’Ambrosio dire che lì lavoravano davvero bene… Siccome per ora, almeno, di Littlemill se ne trovano tanti in giro, e hanno prezzi tutto sommato accessibili, proviamo a far fuori un po’ di samples che abbiamo in armadio, arbitrariamente in ordine di data di imbottigliamento: si inizia dunque con un Silver Seal di 22 anni, un single cask ex-sherry. Il colore è ramato.

Schermata 2014-03-24 alle 19.07.22N: fin da subito c’è una vera e propria tempesta di aromi ammalianti: frutta rossa in ogni declinazione (marmellata, torte, fresca e succosa…), con prevalenza di fragola e ciliegia; fichi d’India davvero percepibili, ma anche fichi secchi; uvetta; tabacco dolce / vanigliato da pipa; banana matura. Che varietà! E infatti, pur essendo fresco, proprio per la sua complessità non si farebbe scambiare per un giovincello: dopo un po’ appaiono anche note di legno umido che prima avevamo negato, oltre a suggestioni di crema pasticciera. Diventa sempre più noccioloso e legnosetto.

P: il palato non riserva sorprese: e quindi si conferma su un livello molto alto. Com’era prevedibile, si viene fucilati da un plotone di frutti rossi e tropicali (maracuja su tutto – la frutta tropicale è un hallmark di Littlemill, come ci insegnano), davanti a un muro di frutta secca (nocciola in particolare), un bel legno di personalità, qualche punta di cioccolato. Créme caramel?

F: frutta rossa incredibilmente persistente, ma capace anche di sortite amarognole, con ancora legno e frutta secca.

Come primo Littlemill della sessione non possiamo certo lamentarci! L’apporto della botte, con le sue note di frutta rossa intensa e di altri aromi tipicamente ex-sherry, al naso resta prevalente, mentre al palato le tipiche suggestioni tropicali del distillato riemergono in perfetto equilibrio. Insomma, un 89/100 ci pare un modo eccellente per iniziare questo percorso…

Sottofondo musicale consigliato: con un pensiero a Max e Ronald, oggi scegliamo Marco Borsato – Dromen Zijn Bedrog, cover di Riccardo Fogli… Che pezzo!

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