Dunyvaig 21 yo (1990/2013, Silver Seal, 55,1%)

Dunyvaig, questa sconosciuta. Alcuni si chiederanno da dove mai sia saltata fuori questa ennesima distilleria scozzese e lo faranno invano. Con questa dicitura infatti Silver Seal ha inteso mascherare la genitura di una botte acquistata sul suolo di Islay e Dunyvaig è invece il nome del castello costruito sull’isola nel 1100, ridotto oggi a un cumulo informe di evocative macerie. Assaggiamolo con il brivido della suspense, la stessa che avranno vissuto anche gli estensori dei blog whiskysucks e ilbevitoreraffinato, che l’hanno recensito in contemporanea a noi. Carino, no?

13175_Dunyvaig_1990_Silver_SealN: prepotentemente sherried, da subito molto molto aperto. Annusato al buio, diremmo che è di Islay? Probabilmente no, tuttavia alcune lievi note minerali che sconfinano nel salmastro ci pare di riconoscerle al di là d’ogni dubbio. Pastelli a cera? Ad ogni modo c’è una dolcezza, che a parte una profonda ciliegia spiritata, è tutta assai leggiadra, fresca, piaciona: un borsone di agrumi (chinotto, arance rosse), fichi secchi, tabacco da pipa ‘dolce’ e fruttato, prugne secche. Con acqua, si apre sul caramello.

P: l’attacco è sobrio e amaro, come solo certi heavy sherry sanno essere, ma immediatamente lascia intendere una bella personalità; poi si concretizza infatti un’esplosione di frutti rossi (ciliegia, mora, lampone), con cioccolato amaro, fichi secchi e ancora prugne secche. Molto speziato e pepato, pare quasi peperoncino. Elementi legnosi, arborei ci sono, ma non si fa mai allappante. Nocciola. L’acqua acuisce tutto, aprendo la bella dolcezza e rendendolo pericolosamente beverino.

F: di media-lunga durata, protagonista è ancora quella dolcezza sherried pulita, con una punta di peperoncino da sballo e generose note maltate.

I primi quattro aggettivi che ci vengono in mente per descrivere questo innominato sono buono, intenso, godurioso e piccante (nel vero senso della parola e non ammiccando a improbabili proprietà erotizzanti del single cask in questione). Se dovessimo azzardare un totodistilleria, diremmo Bunnahabhain, anche perché la mancanza di torba restringe di molto il campo delle possibilità qui su Islay. Ad ogni modo, in fatto di degustazioni blind lo scivolone epico è sempre in agguato anche per degustatori di decennale esperienza, figurarsi per noi lattanti del malto. Non angustiamoci troppo in definitiva; il consiglio, come sempre, rimane quello di berci sopra: 88/100.

Sottofondo musicale consigliato: Luigo Tenco Ah l’amore l’amore

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2 thoughts on “Dunyvaig 21 yo (1990/2013, Silver Seal, 55,1%)

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