Port Ellen 13th release (1978/2013, OB, 55%)

Sì, già, oggi beviamo l’ultimo Port Ellen ufficiale, quello che costa come un mese del tuo stipendio, quello che ce ne sono 2958 bottiglie al mondo, quello che ha scandalizzato il mondo per il prezzo e fatto piangere tutti quelli che non l’hanno potuto comprare, trasformando in pochi minuti legittima insoddisfazione in accorata elegia funebre del whisky di malto commerciale. O tempora o mores, certo, ma pure un poco di volpe ed uva. Noi l’abbiamo bevuto grazie al Milano Whisky Festival, e senza perdere altro tempo ve lo raccontiamo. Colore? Dorato chiaro.

port-ellen-34-year-old-1978-13th-release-2013-special-release-whiskyN: ciao Port Ellen, annusandoti ci siamo ricordati del perché, frigne (legittime anzi che no) sul prezzo escluse, ci siamo innamorati del whisky. Attacca su note molto nervose, tra l’agrumato e il petrolifero: sembra di annusare la buccia di un’arancia, o di un pompelmo; ci sono note di limonata, ma anche di ‘porto industriale’, di officina, di torba acre, vegetale, giovane. A ogni snasata, un’emozione in più: lime; zenzero candito; olive in salamoia. Ossigeno e tempo lasciano emergere anche note più ‘dolci’, tra il marzapane, il cocco, i canditi, e pure con momenti più caldi, tra marmellate e fette biscottate. Anche la marinità pare però aumentare, con note di acqua di mare, perfino di gamberi alla brace (l’affumicatura dapprima non è così evidente).

P: che attacco!, tra i più intensi notati nei PE ufficiali. Si inizia con un triumvirato di cenere limone e acqua di mare (lo scrive anche Serge, all’inizio è quasi frizzante, ricorda le caramelle Fizz al limone, per che ne serba memoria), che però alle spalle lascia intravedere un senato agitato dalle mozioni più varie: intense note erbacee; alghe, se non proprio ostriche/frutti di mare; caramelle al cedro; un che di mentolato, che nei torbati ci fa venire sempre in mente le Valda); una spruzzata di zucchero, appena accennato; un dai e vai tra mela verde e fette biscottate fragranti. Eccellente.

F: l’inizio svela una vaniglia dolce quasi inattesa, ma poi prosegue all’infinito in una costante fuga contrappuntistica di limone, pepe bianco e cenere. Sentori salmastri accesi. Lunghissimo.

Serge scrive che si tratta di un Port Ellen meno ‘portellenoso’ del solito: sarà, ma senz’altro è un malto portentoso, incredibilmente nervoso e tagliente ma non incapace di sedurre con sfumature rotonde ed accoglienti. Colpisce, davvero: non varrà 1200 euro, ma di certo siamo più felici bevendolo che non stando a guardare chi lo fa. Chapeau, Port Ellen: 93/100.

Sottofondo musicale consigliato: Duke Ellington Take the A train

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3 thoughts on “Port Ellen 13th release (1978/2013, OB, 55%)

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