Clynelish 1995 ‘Port finish ‘(2010, Wilson & Morgan, 46%)

Dopo il Tobermory controverso di venerdì scorso, abbiamo deciso di assaggiare un’altra espressione selezionata e imbottigliata dal prode Wilson & Morgan, italianissimo spacciatore di malti e rum; generalmente ci ha sempre abituato molto bene, e dunque restare con l’amaro in bocca per quel Tobermory proprio non ci piaceva… Proviamo dunque una bottiglia potenzialmente controversa: vale a dire un Clynelish, cioè distilleria che amiamo tanto e che tipicamente produce un distillato perfetto anche quando è più nudo; dicevamo un Clynelish però finito in botti ex-Porto. Quel che si dice dei wine-finish ormai si sa, e si sa anche che 1. i finish in Porto possono essere tragicomici 2. l’unico altro Clynelish finito in vino che abbiamo assaggiato era buono, sì, ma non buonissimo… Come si comporterà questo amico? (noterella: la foto è del Clynelish 1995/2010 sherry finish, non Port finish… ma quella giusta non l’abbiamo trovata, ahinoi!)

106550419.clynelish-sherry-finish-1995-2010-wilson-morgan-0-7-l-46N: spicca la nota vinosa e un po’ stucchevole del Porto, che abbiamo imparato a riconoscere in note di caramelle gelée, di marmellata di fragole… Ma sotto, si muove indomito un distillato che conferma la qualità della distilleria: ecco l’anima lievemente torbata, vegetale, mielosa, si sente perfino il minerale! E questa nota quasi di fumo, è vera o ce la stiamo sognando? Il malto c’è, in versione apparentemente ancora giovincella (molto cerealoso). Erba fresca. Una bella spruzzata agrumata (fiori d’arancio). Non semplice né straordinariamente complesso, ma proprio piacevole.

P: masticabile e pieno. Non è un palato travolgente, né procede a fiammate, resta anzi costante e omogeneo, di buona intensità. Idem come al naso, con anche begli accenni di cera e un fumo un po’ più evidente, anche se garbatissimo. Poi note di miele, di toffee, poi di malto e ancora erbacee; il tutto è ben fuso assieme a quel dolciastro (a tratti sciropposo, se ci intendiamo: e se non ci intendiamo, beh, intendiamoci) vinoso, tra gelée alla fragola e marmellatone. Che bel bilanciamento. Una nota cioccolatosa, mentre l’agrume retrocede un po’.

F: non lunghissimo, ma che eleganza: si richiude sul vegetale, sul malto, e sul cioccolato amaro. Ancora cera e torba fanno un gradito ritorno sulle scene del nostro cavo orale. Emersioni dolciastre, soprattutto dopo un po’… Ma è il Porto, bellezza!

Poche cose, ma chiare: equilibrato, dolce ma non troppo; il vino non si fa pregare e si sente bene in evidenza, ma senza diventare preponderante e senza coprire eccessivamente l’anima del distillato (l’unico appunto è che forse pare più giovane della sua età…), che anzi pare bella squadernata. Si può squadernare un’anima? Forse no, ma a noi checcefrega? 86/100 è il giudizio, e segnaliamo che costava attorno alle 45 euro.

Sottofondo musicale consigliato:Lianne La Havas – Elusive

Published by

4 risposte a "Clynelish 1995 ‘Port finish ‘(2010, Wilson & Morgan, 46%)"

  1. complimenti per il sito, e per le vostre recensioni veramente ben fatte, mi sono avvicinato da poco al mondo del Whisky e devo dire che questo sito è veramente ricco di materiale.
    Bravi, continuate così.
    P.s
    di whiskey irlandesi nulla? da amante dei torbati ho appena ordinato una bottiglia di Connemara che non vedo l’ora di assaggiare
    Saluti
    Benux

    1. ciao caro, grazie per i complimenti!, ci fa piacere sapere di essere letti e apprezzati… per quel che riguarda gli irlandesi, in generale a noi non fanno impazzire, sono fin troppo ‘delicati’; in ogni caso, abbiamo ancora un po’ di un connemara turf mor, il ‘supertorbato’ di casa, un whiskey estremo (molto delicato, come da tradizione, ma coperto da una torba minerale violentissima, che sulla gentilezza del profilo risalta ancor di più) ma che, anch’esso, non ci convince fino in fondo… se assaggi qualcosa di meritevole, facci sapere: almeno ampliamo un po’ la nostra cultura e magari finiamo per innamorarci anche degli irish…

      1. Mi sono avvicinato anch’io da poco al mondo del whisky e quindi non ho sufficiente esperienza per dire se una bottiglia è meritevole o meno (e infatti per gli acquisti mi fido delle vostre recensioni e valutazioni, ad oggi con grande soddisfazione!!!) Detto questo ho avuto una bottiglia di Redbreast 12yo OB 2010 e devo dire che mi è piaciuta moltissimo: un pure pot still dolce e oleoso, tutto sulle note dell’impasto per dolci, frolla calda, toffee, fudge al caramello, uvetta sotto spiritofinale bello lungo e caldo, e anche quando il bicchiere è vuoto continui ad annusartelo per un bel po’, ed è come snasare una bella ciotola dove hai tenuto l’impasto di un irish pudding che cuoce lentamente a vapore..non so se ho reso l’idea!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...