Linkwood 40yo (1946/1986, Gordon&MacPhail for Sestante, 40%)

Ed ecco il secondo matusalemme del Tasting Facile: si tratta di un Linkwood del 1946, imbottigliato 40 anni dopo (!) ancora da Gordon & MacPhail per Sestante (leggi Ernesto Mainardi). Sappiamo che Linkwood è stata una delle prime distillerie ad avere rapporti commerciali con G&M (entrambe di Elgin), tant’è che l’azienda della famiglia Urquhart ha imbottigliato, negli anni, perfino un Linkwood del 1938. Sestante negli anni ’80 seleziona vari malti della distilleria (almeno 12 diversi) tramite G&M, e sono sempre etichettati con l’immagine della distilleria e il bordino viola; a cambiare è solo il colore della banda dietro la scritta ‘Linkwood’. C’è un altro 40 anni imbottigliato negli anni ’80, ma senza vintage dichiarato. Questo, invece, lo reca bello in evidenza su un’etichetta sotto al collo. Basta parole adesso; il colore è ramato.

Schermata 2014-10-16 alle 11.37.58N: di una forza quasi commovente, di una vivacità, intensità e ricchezza che quasi ti piegano le gambe. Il tempo sembra non aver rubato nulla. C’è in primo piano tutto lo splendore di una frutta maestosa e odorosa, soprattutto tropicale: maracuja, kiwi e lime; ma anche fragole profumate, frutta sciroppata pesca, ananas. Questo lato è ulteriormente sviluppato da una cremosità fragrante, tra la crema pasticciera, la crema al limone; torta alla frutta, avete presente? Molto borioso posò e caldo, in un contesto di grande generosità, molto zuccherino. Brioscine calde. C’è anche dell’altro, forse a testimoniare l’invecchiamento quarantennale: una patina di legno caldo, molto aromatica, e un pit di mentolato. Non è assente neppure un senso di affumicato, anzi piuttosto di tostato. Ma c’è un lato profumato e inusuale che non sapremmo definire: carta d’Eritrea? Ma poi uvetta, marron glacé (avete presente quella zaffata aromatica che ci investe in apertura di sacchetto?).

P: ok, rispetto al Talisker questo è intatto: il corpo è perfetto, non pare aver perso niente né come compattezza anni come intensità. Rispetto al naso, perde solo un po’ di quella cremosità avvolgente, conservando invece -e riproponendole con insistenza- le note più acidule e fruttate, assieme a una maltosità vegetale notevole. Quindi, dopo un attacco impreziosito da una delicata ma fantastica sfumatura di cera, inaspettata, ecco dispiegarsi una tropicalità dolce e asprina assieme (ancora maracuja come suggestione principe), con note ditte zuccherato, di frutta gialla a piacere: albicocca acerba? Una lieve nota quasi metallica, ma meno di quanto registri Serge, che noi interpretiamo piuttosto come un lieve eccesso alcolico, una sfumatura graffiante in più.
F: solo apparentemente cotto: in realtà prosegue lungo e in sordina, quasi nascosto, su note maltose pulitissime e vegetali, con sfumature tostate.
Fantastico, ancor più convincente del Talisker, se possibile; a impressionare sono la roboante cremosità e la gioia immensa della frutta… I 40 anni in botte e gli altri 30 in bottiglia non ne hanno scalfito la vivacità, non hanno neppure iniziato a graffiarne la fiancata: ma non è solo la carrozzeria ad essere intatta, anche il motore gira a pieno e ruggendo aggredisce la strada della degustazione tagliando il traguardo, ma con un’eleganza che al giorno d’oggi è cosa rara. È la qualità del malto a fare la differenza, un malto distillato mentre l’Europa si andava risvegliando dall’incubo del nazismo: si svegliava avendo sete, pare. Eccoci al dunque: 91/100 è il giusto compromesso tra un naso da panico e un palato ‘semplicemente’ molto buono. Mamma mia, che Tasting!
Sottofondo musicale consigliato: Mike Oldfield – Foreign Affair.

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6 risposte a "Linkwood 40yo (1946/1986, Gordon&MacPhail for Sestante, 40%)"

  1. Vi vedo con in una mano una candela di cera e nell’altra la carta d’Eritrea: nel primo caso per un bel morso e nell’altro una bella snasata.

    Grandi come al solito.

    Buon eh… ma non è allappacchiante, vero?

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