Laphroaig 15 yo ‘The Artist #3’ (1998/2013, Signatory for La Maison du Whisky, 60,1%)

Il Laphroaig di lunedì ci è proprio piaciuto; siccome siamo degli edonisti, a piacere vogliamo aggiungere altro piacere… Decidiamo quindi di cercarlo non nei boudoir di periferia, né nei centri massaggi con happy ending: puntiamo dritti verso un altro sample di Laphroaig, questa volta un single cask selezionato e imbottigliato da La Maison du Whisky (tramite Signatory) nella serie The Artist, #3. Si tratta di una botte refill-sherry, come già il fratellone che avevamo assaggiato circa un anno fa, imbottigliata dopo 15 anni di maturazione (1998/2013) senza filtraggio a freddo e senza coloranti aggiunti, a grado pieno. Via!, il colore è ambrato.

81671-normalN: non alcolico da respingerti, ma comunque ‘nabbestia: sembra invocare una goccia d’acqua. Anche neat, comunque, emergono ricche suggestioni di confettura di fragola, di arancia candita (arancia rossa). Contundente anche l’apporto di una torba intensa e acre, dello iodio (brezza marina) e del legno bruciato; legnetti di liquirizia. Con acqua, si apre decisamente: certo giova, lo rende più annusabile, e si apre su sciroppo per la tosse; anche il lato fruttato trae vantaggio, con note di fichi secchi e di pesche sciroppate; note proprio di sherry, liquorose; e anche gomma bruciata, diesel…

P: anche questo è un gran whisky: certo è alcolico, ma impone una parete di sapore violenta e compatta. È sia isolano e marino (acqua di mare, alghe) che legnoso, è sia fruttato (tra il tropicale e la fragola) che bruciato: e poi tanto agrume, dall’arancia al mandarino: mandarancio? Si scherza, dai, ci siamo intesi. Con acqua si fa più godibile, moltiplicando gli spunti possibili: la frutta è più varia, matura; poi un senso di dolcezza bruciacchiata che riassumiamo con: zucchero di canna.

F: non sarà un happy ending, ma di certo è un happy finish: zucchero di canna, fragola, fumo, gomma bruciata, torba acre… E dura tanto, tantissimo.

Rispetto al Laphroaig Cask Strength ‘green stripe’, questo forse ci piace un po’ di meno, resta (relativamente) più semplice e un po’ ‘artefatto’ dall’apporto della botte: botte che comunque si integra benissimo con il distillato, e a nostro giudizio sta un passo avanti rispetto alla prima versione di ‘The Artist’ che avevamo bevuto tempo fa. Insomma, basta paragoni; di certo c’è che Laphroaig regge molto bene lo sherry, e c’è anche che La Maison du Whisky sa scegliere le proprie botti… 90/100, e ancora grazie a Claudione per il sample.

Sottofondo musicale consigliato: Unearth – The Swarm.

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