St. Magdalene 30 yo (1982/2012, Cadenhead’s, 55,4%)

A casa whiskyfacile i giorni passano sereni, e la dimostrazione è che -come annunciato- possiamo raddoppiare la degustazione di St.Magdalene… E lo facciamo con una signora bottiglia, che ben conosce chi ci è venuto a trovare l’anno scorso al Milano Whisky Festival: si tratta di un single cask di Cadenhead’s di 30 anni, distillato nel 1982 e messo in bottiglia (la matematica non inganna) nel 2012. Anche quest’anno saremo al banchetto di Alcoliche Alchimie, e anche quest’anno sceglieremo percorsi di degustazione fantastici e mirabolanti che proprio non potrete evitare di testare… Ma di questo parleremo la prossima settimana; per adesso, beviamo.

Schermata 2014-11-05 alle 10.56.47

N: un whisky a strati, i quali – complice una gradazione che sulle prime chiude – escono a poco a poco. Grassi indizi di terre basse: erba appena tagliata, mandorle fresche, decisamente floreale. E poi, quando parrebbe, come l’altro, un naso piuttosto sharp, ecco il secondo strato, esplorabile all’infinito: bello cremoso (vaniglia!), e poi anche frutta (pesche succose e arance). Il tutto guidato da un malto molto minerale, ceroso (proprio candela), che -bestemmiamo?- ci fa venire in mente certi Clynelish… Poi un po’ d’ossigeno lascia che s’aprano note di legna appena tagliata; ecco accenni di fragola; zucchero filato.

P: l’impatto è clamoroso: ha un corpo monstre, che dilaga con fiammate di sapore di rara intensità. Il primo impatto rivela pesche esuberanti e note di frutti rossi stupefacenti; e come dimenticare l’amata cera, che introduce in avvio e accompagna all’uscita? C’è arancia, c’è un agrumato molto buono; e poi, tripudio tropicale (il buon vecchio Bevitore Raffinato va oltre e identifica proprio mango). Essendo un gran dram, non ci esenta dall’apprezzare ricche note maltate, qui espresse sotto forma di vegetale, di erbaceo… Ancora, una nota acre, lievissimamente affumicata, di torba.

F: splendido. Frutta matura; poi cera, torba, fumo, un pit di miele! Beh, non c’è che dire: la personalità di St. Magdalene è bella forte, e se già nell’imbottigliamento di lunedì scorso avevamo potuto sperimentarla col giusto rispetto, qui non possiamo che toglierci il cappello. Curiosamente, e prendendo per veri tutti gli stereotipi sulle zone di produzione (stereotipi che, pour cause, sovente lasciano il tempo che trovano), questo dram pare più un highlander che non un lowlander… Splendide le note minerali, splendide le note fruttate, splendido – semplicemente – il malto, e splendida l’interazione con la botte. 92/100, ecco qui.

Sottofondo musicale consigliato: Connan Mockasin – Forever Dolphin Love (Erol Alkan Rework).

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