Hakushu 18 yo (2014, OB, 43%)

Siamo ancora in hangover da Whisky Festival; per questo, prima di mettere insieme le idee e, soprattutto, prima di rimettere in ordine i sample che abbiamo raccolto, pubblichiamo un malto giapponese che abbiamo assaggiato qualche settimana fa alla degustazione ‘made in Japan’ tenutasi al Bar Metro di Giorgio D’Ambrosio. Affrontiamo dunque l’Hakushu 18, malto vincitore di diversi premi proveniente da una distilleria i cui tratti più lirici potete trovare descritti qui. 18 anni, dunque, e un bel colore ambrato chiaro.

898_392_hakushu-18N: abbastanza pungente. Dominano note di sherry e ‘di legno’. Un che di agrodolce (tipo worchester sauce, o, dato che siamo in Giappone… salsa di soia?). Uvetta; ci vengono in mente le fragole col Porto, ma forse è solo perché le abbiamo mangiate proprio l’altra sera. In crescita suggestioni di legna tagliata, di ‘segatura’. Zuppa inglese: non è cremoso, piuttosto è… acidino?, ma è una sinestesia e non vorremmo mai. Liquore alle mandorle; spremuta d’arancia; mele e prugne cotte, ma fredde!, come piacciono ‘a mio nonno’. Una suggestione, forse, tra il cioccolato e la scorzetta; mela verde. Letto così può sembrare scombinato e incoerente, ma ha un suo stile molto netto; un buon naso.

P: piacevole, intenso in modo costante, senza fiammate, e al contempo molto beverino. Qualche punta di miele, di chips di mele; ancora un qualcosa di acidino… Solo agrume? Qui pare piuttosto un limone zuccherato. Poi uvetta, ancora zuppa inglese; il tutto percorso da un costante fantasma, ovvero una torbatura lieve ma inconfondibile. Un pit di cera, persino.

F: medio lungo, uvetta, malto, scorzette d’arancia. Una lieve capatina torbata.

Buono, non si può negare. Ha però, a nostro gusto, un costante passo ‘acidino’ che alla lunga ci pare un po’ eccessivo e, soprattutto, un po’ prevaricante le altre sfumature aromatiche, soprattutto in un naso che è senz’altro molto ricco e vario. Detto ciò, e certo non per pregiudizio nei confronti dei giapponesi (di cui anzi ieri Salvatore Mannino ci ha mostrato espressioni notevolissime), il nostro voto non salirà oltre 84/100.

Sottofondo musicale consigliato: Buck Owens – Made in Japan, e la cosa che ci ha convinto è il sottotitolo del video: ‘this is from a less complicated time’.

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