Amrut ‘single cask for la Maison Du Whisky’ (2009/2013, OB, 60%)

Torniamo su questa distilleria indiana che incuriosisce gli appassionati degli whisky extra-Scozia e che è attiva dal 2004 nell’imbottigliamento di single malt molto giovani e particolari- vedremo tra poco cosa sia a renderli tali. Questo single cask ex bourbon, il numero 3438, è un’esclusiva per il tempio del whisky parigino La Maison du Whisky ed è stato messo in bottiglia alla gradazione monstre di 60%. Vai con la musica!

amrut_bourbon_3437N: impressiona subito: per essere a 60%, si sente poco l’alcol ed è bello dispiegato. A colpire è anche la maturità, perché ha perso ogni nota di distillato giovane (di candito, per intenderci) ed esibisce robuste note legnose (tanta frutta secca, anche tostata; nocciola), una maltosità calda e anche un po’ spigolosa. Emergono note quasi sporche (cuoio), speziate (tamarindo). In questa violenza di maturazione spinta, dove gli odori sono sparati a un grado di intensità davvero iperbolica, ci sembra sia ricca anche la parte fruttata, che riconosciuta degustando blind forse ci avrebbe forse tratto in inganno e ci avrebbe fatto propendere per un ex refill-sherry: frutta rossa e frutta gialla succosa (pesche sciroppate); zuppa inglese, o certi babà intrisi d’alcol… Dopo un po’, e con una goccia d’acqua, si apre molto e rivela perfino una nota, cremosa, di vaniglia.
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P: qui l’alcol non può fare il miracolo di scomparire e si sente un po’ di più, rendendo questo whisky un po’ ostico, se non diluito. Come c’era da aspettarsi, si sbatte contro un muro di sapore massiccio, e si palesa ancora più che al naso la maturazione, con stangate di legno. Abbastanza secco, quasi allappante; intensissimo ma non facile. Al di là della prepotenza del legno, resta saporito e molto succoso; soprattutto dopo un po’ di tempo escono punte di frutta gialla, di malto, e fa venire in mente la classica brioche all’albicocca. A tratti succo tropicale (greve però; note di banana molto matura) e tracce di vaniglia. L’acqua attenua l’alcol, ma al contempo la legnosità, ancora astringente, non diminuisce e anzi si lascia appiattire addosso i sapori. Un  po’ di nocciola e di liquirizia.

F: abbastanza lungo, secco e maltoso, ancora pesche e legno speziato.

A pensare all’età effettiva, impressiona davvero il livello di maturazione di questo malto, aiutata (anzi, forzata) dal clima umido e caldissimo d’India: pensate che l’angel’s share è stato circa del 40% in soli quattro anni! Di certo, questo enfant prodige non si nega degli spunti notevoli, soprattutto sul lato dell’intensità dei sapori, fruttati e legnosi: proprio la legnosità spiccata ci fa interrogare sull’apporto della botte, senz’altro ‘eccessiva’ – diciamo che saremmo curiosi di assaggiare un Amrut invecchiato (se così si può dire) in legni meno attivi. 84/100, in ogni caso, è il nostro voto; grazie a Gianni per la bottiglia!

Sottofondo musicale consigliato: GiorgiaUn’ora sola ti vorrei

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