Inchgower 19 yo (1995/2014, First Edition, 56,7%)

Mr Corbetta, in buona compagnia
Mr Corbetta, in buona compagnia

Come alcuni di voi senz’altro sapranno, la prossima settimana terremo una degustazione (la prima di un breve ciclo) presso l’Harp Pub Guinness di Piazza Leonardo a Milano, regno della famiglia Corbetta: negli anni, i prodi proprietari del Pub di fronte al Politecnico hanno accumulato un gran patrimonio di bottiglie, che ora vogliono condividere con gli appassionati. Le informazioni sull’evento sono tutte disponibili qui; come vedete, si tratta di una degustazione di introduzione al mondo del whisky, attraversato in lungo e in largo, da un continente all’altro, grazie a bottiglie ‘normali’ di tempi ‘speciali’: ovvero di quando anche gli imbottigliamenti di fascia base contenevano prodotti straordinari. Per il single malt scozzese, oltre a un Bowmore (distilleria nota ai più), apriremo un favoloso Inchgower di 12 anni che arriva direttamente dalla metà degli anni ’80, le cui note di degustazione, per invogliarvi alla presenza, arriveranno lunedì; intanto assaggiamo, per metterci in clima con la distilleria, un prodotto moderno… Un single cask di 19 anni, ex-sherry, imbottigliato a grado pieno da First Edition, marchio presente sul suolo italiano grazie agli attenti baffi del grande Fabio Ermoli. Il colore è ramato intenso.

Schermata 2015-02-20 alle 14.29.06N: 56 gradi, sì, ma scopertamente aromatico. È un bel naso sherried come non ce ne capitavano da un po’, con note vinose, di botti impregnate, di legno umido, macerato: però non è un malto pesante, greve… Ci sono decise zaffate di uvetta (pane alle uvette, o seguendo la fuga analogica, strudel); mele e prugne cotte, un po’ di fichi secchi; l’immagine complessiva è quella di una sfoglia glassata (anzi: non glassa, zucchero bruciato) alla marmellata; poi, più in secondo piano, marmellata d’arancia e cioccolato al latte. Una punta di pepe. Molto buono, complesso. Forse solo qualche suggestione metallica, lievemente solforosa?, comunque non disturbante…

P: …e in un palato particolarmente espressivo e privo di alcol, ripartiamo proprio da queste note ‘metalliche’, in lieve aumento. Poi però c’è tutta un’esplosione di dolcezza (anche quasi vanigliosa… quercia americana?), di pasticceria e mele; agrumi (arance dolci e chinotto), ancora cioccolato e frutta rossa in espansione. Che bella sorpresa! Ancora fresco, maltoso, ma con una personalità sherried davvero marcata. Una punta di legno amaricante, a contrappuntare.

F: lungo e intenso, una bella dolcezza di pasticceria; note tostate. Uvetta.

Tempo fa avevamo bevuto, con soddisfazione, un Inchgower Rare Malts di 27 anni, e dobbiamo ammettere che, mutatis mutandis (che in gaelico vuol dire “cambiati le mutande ché puzzano”), ci sono belle analogie, e c’è una coerenza che (anticipando qualcosa sul 12 anni degli anni ’80 che pubblicheremo lunedì) porta ad apprezzare la consistenza della distilleria attraverso gli anni, con età e invecchiamenti diversi. Questo è un perfetto sherried maturo lievemente ‘sporco’, indomito e indomabile, in cui all’apporto massiccio della botte si unisce un distillato kalòs kai agathòs. Insomma, la pagella si chiude con un gioioso 88/100: vedremo lunedì come andrà l’esame di maturità.

Sottofondo musicale consigliato: Opeth – Moon Above, Sun Below, appassionatevi anche voi a questo gioiellino del prog rock d’oggidì.

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2 risposte a "Inchgower 19 yo (1995/2014, First Edition, 56,7%)"

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