Highland Park 18 yo (1996/2015, Malts of Scotland per Spirit of Scotland, 56,8%)

Oggi torniamo indietro nel tempo, ma solo di qualche settimana: magicamente ci ritroviamo all’Eur, nelle sale dello Spirit of Scotland… Assaggiamo due tra gli imbottigliamenti ‘nuovi’ più apprezzati dal pubblico durante la kermesse romana, entrambi due Highland Park: per primato d’ospitalità, si inizia con il ‘padrone di casa’, ovvero un single cask (#MoS 15004) imbottigliato dall’imbottigliatore tedesco Malts of Scotland (di cui già avevamo conosciuto qualche chicca) per lo stesso festival romano. Sospettiamo ci sia lo zampino di Max Righi, dato che è lui che importa per l’Italia i prodotti di MoS e che, grazie al tempio Whisky&Co, ha messo più d’una radice nell’Urbe…

Schermata 2015-04-27 alle 14.48.05N: mostruosamente ben strutturato e con un’evoluzione che ne rivela a poco a poco la complessità. Il primo impatto è magnificamente costiero, con note di salamoia, di arbusti verdi, di erica; poi di torba vegetale, con un velo di fumo, crescente col tempo; e soprattutto rimane costante una nota incantevole di burro fresco. Pian piano, poi, si abbatte sui nostri sensi un’altrettanto poderosa ondata zuccherina, dal marzapane (e che marzapane!) alla confettura d’agrume, fino all’albicocca e al miele, il tutto integratissimo col resto e perfettamente bilanciato. Vaniglia, cioccolato bianco. Top. Ma a riannusarlo ancora c’è banana verde, poi una cosa tropicale, poi quasi zucchero filato…

P: boom! All’inizio l’attacco esplosivo – ma elegante al contempo – pare sancire la prevalenza di un carattere orgogliosamente orientato al distillato, con una torba dura, un’indomita brezza costiera e minerale, con anche un pit di cera; anzi, notiamo anche un fil di fumo in aumento. E invece San Gennaro Single Cask fa il miracolo, squadernando pure una batteria di bombette fruttate (c’è chi dice banana, chi cocco, di sicuro albicocca disidratata) A completare lo show, cereali, noce moscata e una spruzzata di pepe. E il limone? Sì, c’è pure lui; solo non si vedono i due liocorni.

F: ancora perfetta armonia tra le complesse identità: cera e torba e fumo (di candela) e marzapane e banana e cereali.

Aspettiamo di assaggiare il secondo HP per fare un commento vagamente strutturato: adesso vogliamo solo annusare il bicchiere vuoto, e nel dramma del rimpianto singhiozziamo un 93/100. Grande Spirit of Scotland, e grande Pino Perrone: quest’anno avete scelto un imbottigliamento con cui ‘vincere facile’!

Sottofondo musicale consigliato: The National – Graceless.

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3 risposte a "Highland Park 18 yo (1996/2015, Malts of Scotland per Spirit of Scotland, 56,8%)"

  1. Non ho avuto ancora il piacere di assaggiarlo ma ero curioso di ascoltare un commento autorevole su questo imbottigliamento. Dopo quanto letto sono diventato più voglioso che curioso (di un assaggio o meglio di una bottiglia)

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