Glen Scotia ‘Victoriana’ (2015, OB, 51,5%)

In tempo di maturità (ormai finita per tanti, che già potranno sfogare gli adolescenti ardori – ah, sembra ieri!) oggi in casa whiskyfacile è giorno di terza prova: l’alunna maturanda è Glen Scotia, e la prova di oggi consiste in un NAS (acronimo per No Age Statement, ovvero senza anni d’invecchiamento dichiarati) invecchiato in botti ex-bourbon e finito in botti ex-sherry Pedro Ximenez e in botti “deeply charred”, ovvero ‘profondamente tostate’ (se volete sapere nel dettaglio cos’è la pratica del charring e a cosa serve, leggete qui le parole del prode Terziotti). Basta parentesi inopportune e ritardanti, eccoci al dunque. Che Victoriana entri e si sieda davanti alla commissione.

Schermata 2015-07-06 alle 12.05.07N: molto piacevole e profondo. Ha delle punte leggermente metalliche e ‘sulphury’, ma in un modo molto elegante e piacevole: ruggine, acqua tonica; aghi di pino (anzi: matita temperata). Sotto, una profonda vaniglia (con un corollario di marzapane e “crema pasticciera affumicata”, se esistesse) aggiunge complessità e, di nuovo, profondità al dram. Una leggera torbatura, direi, molto più minerale che altro. Biscotti ai cereali; note dolci. Forse… Banana??? Marmellata d’albicocca. Un senso perenne di tostato.

P: ancora molto marmellatoso; qui mi pare più metallico e sulfureo che non al naso, ma questa dimensione qui pare tutta declinata verso note di acqua tonica, qualche spezia, scorza di limone a go go… Poi, torta: crema al limone, ancora (in cui si noti: crema!, molta vaniglia). Ancora brioscia. Molto buono, più complesso di così. A farne grasse sorsate, pare molto più sbilanciato verso l’ago di pino, acqua tonica, bosco di conifere… Al palato, sì (sciroppo?). La torba ha il suo impatto. Un che di salato!

F: lungo e ambiguo, sia metallico / matitoso che dolce e profondo… Ci piace molto.

La candidata affronta brillantemente la prova, mostrando una discreta consapevolezza dei processi di distillazione, una profonda conoscenza delle metodologie d’invecchiamento attraverso le peculiarità dei legni e una notevole abilità nell’arte del blending. Peccato sia stata restia nel rivelare l’età (ma tra i giovani d’oggi, si sa, si usa così): a questa reticenza sopperisce però con una spiccata personalità, che ne rivela i tratti di originalità e la capacità di rielaborare con spunti molto peculiari il concetto di “scotch whisky”. 88/100, e si prepari per l’ultima prova.

Sottofondo musicale consigliato: Sarah Jaffe – Clementine.

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